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Italia all'avanguardia negli incentivi alle startup

  • Italy
  • Tax planning and consultancy - Briefings

28-06-2017

COMMENTI & ANALISI

Nell'ambito delle agevolazioni fiscali previste in favore delle startup innovative, l'Italia si segnala tra i Paesi più attraenti, dal momento che il legislatore negli anni ne ha introdotte numerose. Tali società, si ricorda, devono avere quale oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. La legge di bilancio 2017 ha rafforzato in modo significativo i benefici fiscali per chi investe in queste startup, aumentando sia la deducibilità/ detraibilità degli investimenti sia l'ammontare massimo di quelli agevolabili, stabilizzandoli rispetto alla previgente normativa, dall'orizzonte temporale limitato. In dettaglio, per quanto riguarda le agevolazioni fiscali riconosciute alle persone fisiche, è prevista la possibilità di avvalersi di detrazioni d'imposta a fronte di conferimenti in denaro in startup innovative. Sul punto si ritiene che la citata agevolazione sia un forte stimolo agli investimenti privati in settori innovativi o ad alto contenuto tecnologico (in cui l'Italia è tragicamente indietro rispetto alla maggior parte dei Paesi altamente sviluppati) in quanto prevede un detrazione d'imposta del 30% dell'investimento per ogni esercizio (con specifici massimali per anno e totali). Sul punto il legislatore ha voluto promuovere gli investimenti riconducibili a persone fisiche fatti al di fuori di una personale attività d'impresa. Tale scelta è coerente con l'interpretazione della Commissione Ue, secondo la quale gli incentivi fiscali a persone fisiche che investono capitale di rischio creano meno problemi, sul piano della concorrenza e degli aiuti di Stato, delle agevolazioni rivolte a investitori costituiti in forma societaria. Si ricorda, infatti, che l'efficacia delle misure in oggetto è subordinata ad approvazione della Commissione Ue. Quanto invece al regime fiscale previsto per gli investitori che rivestono forma societaria (soprattutto società di venture capital) è prevista la possibilità di dedurre dal reddito delle società gli investiti in Startup innovative. L'agevolazione fiscale consiste in una deduzione dal reddito pari al 30% dell'investimento per ogni periodo d'imposta (anche in questo caso, con specifici massimali per anno e totali). Indipendentemente dalla natura giuridica dell'investitore, il legislatore ha previsto l'onere di mantenere il possesso della partecipazione per almeno tre anni. Tale restrizione è fondamentale per dare stabilità all'investimento, condizione indispensabile per permettere la crescita e lo sviluppo della startup innovativa e impedire, al contempo, manovre speculative o elusive, cioè mirate solo a conseguire consistenti risparmi d'imposta. Inoltre, con riferimento ai dipendenti della startup, il legislatore, già dal 2013, ha previsto un peculiare trattamento delle imposte sugli strumenti partecipativi al capitale sociale erogati a dipendenti e amministratori come forma di retribuzione/incentivazione dell'attività lavorativa prestata (piani di stock option). Tale misura è fondamentale per favorire sotto un duplice punto di vista lo sviluppo delle startup innovative, in quanto si ritiene che possa renderle più attraenti per risorse altamente qualificate oltre a favorirne la fidelizzazione e a incentivarne la produttività. In conclusione, giova sottolineare che le misure in esame sono certo degne di plauso in quanto molti dei principali Paesi europei non prevedono misure agevolative analoghe, specificatamente mirate a incentivare le startup ad alto contenuto innovativo. (riproduzione riservata) *Head of Tax, Eversheds Sutherland.

 

 

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