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DURATA DEL PATTO DI SMART WORKING E DISCIPLINA DEL RECESSO

  • Italy
  • Employment law - HR E-Brief

13-11-2017

L'art. 19, comma 2, legge 22 maggio 2017, n. 81 detta la disciplina della durata del contratto di lavoro agile e delle modalità del recesso.

Innanzitutto, la durata del patto è rimessa alla libera contrattazione delle parti: la norma stabilisce, infatti, che il patto di lavoro agile può essere stipulato a tempo determinato o a tempo indeterminato. Pertanto, il ricorso a tale modalità di svolgimento della prestazione è consentito con la massima flessibilità, in base alle esigenze organizzative, di aumento della produttività e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro del lavoratore.

Se il patto è a termine, l’accordo può essere prorogato con il consenso di entrambe le parti; non sussiste, infatti, alcuna previsione in senso contrario.
Del resto, come già segnalato, il patto di lavoro agile non è un contratto di lavoro, ma piuttosto un accordo che stabilisce una nuova modalità di svolgimento della prestazione, al quale dunque è da ritenere che non si applichi la disciplina della proroga del contratto a termine, disciplinata dall’art. 21, decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

Se il patto è a tempo indeterminato, ciascuna delle parti può recedere con un preavviso non inferiore a 30 giorni. Diverso è, invece, il termine di preavviso per i lavoratori disabili ai sensi dell’art. 1, legge 12 marzo 1999, n. 68: in questo caso, il datore di lavoro sarà tenuto ad un preavviso non inferiore a 90 giorni. Tale diversità di disciplina è prevista al fine di consentire al disabile un’adeguata riorganizzazione della prestazione di lavoro rispetto alle esigenze di vita e di cura del lavoratore. Il termine di 30 giorni rimane, invece, immutato nel caso in cui sia il lavoratore disabile a voler recedere anticipatamente dal patto di lavoro agile. Si precisa, inoltre, che tale disciplina speciale si applica esclusivamente ai lavoratori disabili, e non invece ai soggetti ad essi equiparati.

Infine, la legge stabilisce che, in presenza di un giustificato motivo, da intendersi sia in senso oggettivo che soggettivo, i termini del recesso possono non essere rispettati; più in particolare, ciascuno dei contraenti può recedere prima della scadenza del termine, in caso di accordo a tempo determinato, o senza preavviso, nel caso di accordo a tempo indeterminato.

In ogni caso, il giustificato motivo dovrà essere esplicitamente dichiarato dalla parte che recede.
Detto ciò, riguardo alle conseguenze del recesso dal patto individuale di lavoro agile, ci si è chiesti se esso sia idoneo o meno ad estinguere anche il rapporto di lavoro instaurato con il lavoratore. In base al testo della legge, deve ritenersi che il recesso dall’accordo non comporti la cessazione del rapporto di lavoro, che dunque continua secondo le modalità di tempo e di orario ordinarie, e non più in forma agile. Del resto, come già specificato, il patto di lavoro agile non è un autonomo contratto di lavoro ma, semmai, una diversa modalità di esercizio della prestazione, che le parti possono concordare.

Sicuramente, ai fini di una maggiore certezza del diritto, sarebbe stato più opportuno che il legislatore avesse chiarito tale aspetto, esplicitando che, quando nel testo della legge si parla di “recesso”, si intende fare riferimento alla cessazione della sola modalità di lavoro agile, e non all’interruzione del rapporto di lavoro subordinato.

Per sopperire a questa mancanza di chiarezza, il lavoratore e il datore di lavoro potranno senz’altro inserire nell’accordo individuale una previsione che regoli in maniera puntuale i rapporti tra le parti, senza lasciare alcun dubbio sul significato del recesso.

Inoltre, sarebbe auspicabile che anche la contrattazione collettiva fornisse, sotto tale profilo, un utile contributo, tramite, ad esempio, una previsione che stabilisca chiaramente, come conseguenza del recesso dal patto di lavoro agile, il ripristino della prestazione lavorativa secondo le modalità e gli orari tradizionali.

“Di seguito il link per consultare la newsletter di AIDP: http://www.aidp.it/gruppo/lombardia-varie.php