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Incostituzionale il Jobs Act nell'indennità di licenziamento commisurata solo all'anzianità di servizio

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  • Labor law and trade union issues - HR e-briefs

06-11-2018

Era stata sollevata la questione nel giugno 2017 e, in data 26 settembre 2018 è stata confermata la illegittimità costituzionale del Jobs Act, nella parte in cui prevede l’ indennità di licenziamento commisurata solo rispetto all’anzianità di servizio. Lo ha reso noto la Corte Costituzionale con un comunicato del 26 settembre 2018 con cui ha dichiarato illegittimo l’art. 3 comma 1 del Decreto legislativo n. 23 del 2015 sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti nella parte che determina in modo rigido l’indennità spettante al lavoratore ingiustificatamente licenziato.

Questa disposizione non era stata modificata dal successivo Decreto dignità e prevedeva un risarcimento di 2 mensilità per ogni anno di servizio, con un minimo di 4 ed un massimo di 24; riservando la reintegrazione a pochi casi di eccezionale gravità tra cui, in particolare, i licenziamenti discriminatori.

Secondo la Corte Costituzionale la previsione di un’indennità crescente solo in ragione della anzianità di servizio del lavoratore, è contraria ai principi di ragionevolezza ed uguaglianza e contrasta con il diritto e la tutela del lavoro sanciti dagli art. 4 e 35 della nostra Costituzione.
Il decreto legislativo n. 23 del 2015 aveva introdotto un meccanismo per sanzionare il licenziamento illegittimo in sostituzione di quello previsto dall’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, applicabile ai soli lavoratori assunti a tempo indeterminato a partire dal 7 marzo 2015. La norma preclude qualsiasi discrezionalità valutativa del giudice che invece era prima esercitabile, pur secondo i criteri dell’art. 8 della legge 604/1966 e dell’art. 18 citato.

Il sospetto di incostituzionalità era stato formulato in ragione della disciplina dell’indennità risarcitoria che compensa solo per equivalente il danno ingiusto subito dal lavoratore ed è destinata a prendere il posto del risarcimento in forma specifica costituito dalla reintegrazione, limitata a circoscritte ipotesi di massima illiceità.

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