Global menu

Our global pages

Close

Progetto di riforma della legge fallimentare

  • Italy
  • Litigation and dispute management

22-11-2017


Il 14 Novembre 2017 è entrata in vigore la Legge 19 Ottobre 2017 n. 155 contenente “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”. Il Governo ha ora dodici mesi di tempo per adottare uno o più decreti legislativi che dovranno riformare, in modo organico, le procedure concorsuali e non solo. La delega, infatti, ha ad oggetto anche la revisione del sistema dei privilegi e delle garanzie e la modifica di alcune disposizioni del codice civile in materia societaria.


Nell’elaborare la riforma organica delle procedure concorsuali il Governo dovrà tenere conto della normativa dell’Unione Europea e, in particolare:

  • del Regolamento UE 2015/848, che riconduce al novero delle procedure concorsuali anche le procedure aventi finalità di salvataggio, ristrutturazione del debito e riorganizzazione, nonché le procedure avviate in situazioni in cui sussiste solo una probabilità di insolvenza del debitore, aventi dunque lo scopo di evitare tale insolvenza e la cessazione delle attività del debitore;
  • della Raccomandazione della Commissione n. 135/2014, che ha il dichiarato obbiettivo di incoraggiare gli Stati membri a istituire un quadro giuridico che consenta la ristrutturazione efficace delle imprese sane in difficoltà finanziaria e di dare una seconda opportunità agli imprenditori onesti;
  • dei principi della model law UNCITRAL elaborati in materia di insolvenza.

Coerentemente, perciò, la Legge Delega stabilisce che:

  • nella nuova disciplina delle procedure concorsuali dovrà cessare ogni utilizzo del termine “fallimento”, avente per sua natura una connotazione negativa (anche a livello sociale): tale termine verrà sostituito dall’espressione “liquidazione giudiziale”;
  • dovrà essere data priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando la continuità aziendale (anche tramite un diverso imprenditore), purché funzionali al miglior soddisfacimento dei creditori. Di conseguenza:
    • l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale dovrà essere riservata ai casi nei quali non sia proposta un’idonea soluzione alternativa;
    • dovranno essere incentivati gli accordi di ristrutturazione dei debiti (ad esempio, eliminando o riducendo il limite del coinvolgimento del 60% dei crediti, previsto dall’attuale normativa per la domanda di omologazione degli accordi con i creditori) e i piani attestati di risanamento;
    • la nuova disciplina del concordato preventivo dovrà essere focalizzata sulla continuità aziendale, limitando il ricorso a questa procedura per finalità meramente liquidatorie alle sole ipotesi in cui sia previsto l’apporto di risorse esterne che aumentino in misura apprezzabile la soddisfazione dei creditori e sia assicurato, in ogni caso, il pagamento di almeno il 20% dell’ammontare complessivo dei crediti chirografari.
  • accanto all’attuale nozione di insolvenza di cui all’art. 5 della legge fallimentare, dovrà essere prevista anche una nozione di “stato di crisi”, intesa come probabilità di futura insolvenza, tenendo conto delle elaborazioni della scienza aziendalistica;
  • dovrà essere previsto un unico modello processuale di accertamento dell’esistenza dello stato di crisi o di insolvenza, al quale sarà assoggettato ogni debitore, con la sola eccezione degli enti pubblici;
  • dovrà essere disciplinata la competenza territoriale recependo la nozione di “centro degli interessi principali del debitore” definita dall’ordinamento dell’Unione Europea. In particolare, il Regolamento UE 2015/848 individua tale luogo in quello in cui il debitore esercita la gestione dei suoi interessi in modo abituale e riconoscibile dai terzi;
  • dovranno essere introdotte procedure di allerta e di composizione assistita della crisi finalizzate a incentivare l’emersione anticipata della crisi e ad agevolare lo svolgimento di trattative tra debitore e creditori.

Queste ultime procedure rappresentano una novità per l’ordinamento giuridico italiano.
Secondo la Legge Delega, le procedure di composizione della crisi concordata tra debitore e creditori – che comunque non riguarderanno le società quotate in borsa o in altro mercato regolamentato, né le grandi imprese – saranno avviate su istanza del debitore e saranno devolute alla competenza di un apposito organismo istituito presso ogni Camera di Commercio.
Le procedure avranno natura confidenziale, ma l’organismo dovrà informare immediatamente i creditori pubblici qualificati (tra cui l’Agenzia delle Entrate, gli enti previdenziali e gli agenti della riscossione delle imposte) dell’avvenuto deposito dell’istanza di composizione assistita della crisi.
Le procedure dovranno concludersi entro un congruo termine, prorogabile solo a fronte di positivi riscontri nelle trattative e, comunque, non superiore complessivamente a sei mesi. Qualora, entro tale termine, non siano individuate misure idonee a superare la crisi e sia attestato lo stato di insolvenza, l’organismo ne dovrà dare immediata notizia al pubblico ministero presso il tribunale del luogo in cui il debitore ha sede, al fine del tempestivo accertamento dell’insolvenza.

Per quanto riguarda le procedure di allerta: 

  • dovrà essere posto a carico degli organi di controllo societari, del revisore contabile e delle società di revisione, l’obbligo di avvisare immediatamente l’organo amministrativo della società dell’esistenza di fondati indizi della crisi e, in caso di omessa o inadeguata risposta, di informare tempestivamente l’organismo istituito presso la Camera di Commercio;
  • dovrà essere posto a carico dei creditori pubblici qualificati l’obbligo di segnalare immediatamente agli organi di controllo della società e all’organismo istituito presso la Camera di Commercio il perdurare di inadempimenti di importo rilevante;
  • dovrà essere previsto che, a seguito delle segnalazioni ricevute, l’organismo istituito presso la Camera di Commercio provveda alla convocazione immediata del debitore e dei componenti dei suoi  organi di controllo, al fine di verificare la situazione patrimoniale, economica e finanziaria del debitore e individuare, nel più breve tempo possibile, le misure idonee a porre rimedio allo stato di crisi;
  • dovrà essere consentito al debitore che abbia presentato istanza di composizione assistita della crisi o che sia stato convocato dall’organismo istituito presso la Camera di Commercio di chiedere alla sezione specializzata in materia di impresa presso il competente tribunale, l’adozione delle misure protettive necessarie per condurre a termine le trattative con i creditori;
  • dovranno essere previste misure premiali, sia di natura patrimoniale che in termini di responsabilità personale (anche di tipo penale), in favore dell’imprenditore che abbia tempestivamente proposto istanza di composizione assistita della crisi o che abbia tempestivamente chiesto l’omologazione di un accordo di ristrutturazione, proposto un concordato preventivo o proposto ricorso per l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale.

Altra importante novità della Legge Delega è rappresentata dalla previsione di una disciplina specifica per la crisi e l’insolvenza dei gruppi di imprese, stabilendo, tra l’altro:

  • la postergazione del rimborso dei crediti di società o di imprese appartenenti allo stesso gruppo, fatte salve deroghe dirette a favorire l’erogazione di finanziamenti in funzione o in esecuzione di una procedura di concordato preventivo o di un accordo di ristrutturazione dei debiti;
  • la facoltà per le imprese, in crisi o insolventi, del gruppo di proporre con un unico ricorso domanda di omologazione di un accordo unitario di ristrutturazione dei debiti, di ammissione al concordato preventivo o di liquidazione giudiziale, ferma restando l’autonomia delle rispettive masse attive e passive;
  • nell’ipotesi di gestione unitaria della procedura di concordato preventivo, l’esclusione dal voto delle imprese del gruppo che siano titolari di crediti nei confronti delle altre imprese assoggettate alla procedura;
  • nell’ipotesi di gestione unitaria della procedura di liquidazione giudiziale, l’attribuzione al curatore, anche nei confronti delle imprese non insolventi del gruppo, del potere di: azionare rimedi contro operazioni antecedenti l’accertamento dello stato di insolvenza e dirette a spostare risorse a un’altra impresa del gruppo, in danno ai creditori; esercitare azioni di responsabilità; promuovere la denuncia di gravi irregolarità gestionali nei confronti degli organi di amministrazione delle società del gruppo non assoggettate alla procedura di liquidazione giudiziale; promuovere l’accertamento dello stato di insolvenza di imprese del gruppo non ancora assoggettate alla procedura di liquidazione giudiziale.

For more information contact

Renato Fiumalbi, Partner
Deborah Borghi, Senior Associate
Vincenzo Sarta, Associate

< Go back

Print FriendlyTwitterLinkedInEmailShare
Subscribe to e-briefings