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Quando il furto di modesta entità è causa di licenziamento

  • Italy
  • Employment law - HR E-Brief

06-11-2017

Il furto di beni del valore di 10 euro costituisce giusta causa di licenziamento.

La Cassazione, con la sentenza 24014 del 12 ottobre 2017, è tornata a occuparsi della questione – molto dibattuta – dei furti di beni di modico valore da parte dei dipendenti e lo ha fatto uniformandosi a un orientamento che sembrava ormai da tempo minoritario.
Secondo la Corte infatti, «la modesta entità del fatto può essere ritenuta non tanto con riferimento alla tenuità del danno patrimoniale, quanto in relazione all'eventuale tenuità del fatto oggettivo, sotto il profilo del valore sintomatico che lo stesso può assumere rispetto ai futuri comportamenti del lavoratore e, quindi, alla fiducia che nello stesso può nutrire l'azienda».

Perché vi sia giusta causa, pertanto, è necessario e sufficiente che i fatti addebitati rivestano il carattere di grave negazione degli elementi del rapporto di lavoro e dell'elemento essenziale della fiducia, cosicché la condotta del dipendente sia idonea a mettere in dubbio la futura correttezza del suo adempimento. Il carattere fraudolento, nella specie doloso e premeditato, della condotta del lavoratore è stato ritenuto sintomatico della sua, anche prospettica, inaffidabilità e idoneo a incidere sull'elemento fiduciario, nonostante la modesta entità del danno patrimoniale e la mancanza di precedenti disciplinari.
 
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