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SFDR: i nuovi obblighi informativi sulla sostenibilità nei servizi finanziari

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31-12-2020

Il Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 novembre 2019 relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (c.d. SFDR – Sustainable Finance Disclosure Regulation) – integrato dal successivo Regolamento (UE) 2020/952 relativo all’istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili (c.d. Regolamento sulla Tassonomia) – inizierà ad applicarsi dal 10 marzo 2021[1], non senza qualche incertezza giuridica.

 

Il Regolamento contiene norme armonizzate sulla trasparenza per i “partecipanti ai mercati finanziari” e i “consulenti finanziari” per quanto riguarda l’integrazione dei rischi di sostenibilità[2] e la considerazione degli effetti negativi per la sostenibilità nei loro processi e nella comunicazione delle informazioni connesse alla sostenibilità relative ai prodotti finanziari.

 

L’“investimento sostenibile” è l’investimento in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo ambientale, misurato, ad esempio, mediante indicatori chiave di efficienza delle risorse concernenti l’impiego di energia, l’impiego di energie rinnovabili, l’utilizzo di materie prime e di risorse idriche e l’uso del suolo, la produzione di rifiuti, le emissioni di gas a effetto serra nonché l’impatto sulla biodiversità e l’economia circolare o un investimento in un’attività economica che contribuisce a un obiettivo sociale, in particolare un investimento che contribuisce alla lotta contro la disuguaglianza, o che promuove la coesione sociale, l’integrazione sociale e le relazioni industriali, o un investimento in capitale umano o in comunità economicamente o socialmente svantaggiate a condizione che tali investimenti non arrechino un danno significativo a nessuno di tali obiettivi e che le imprese che beneficiano di tali investimenti rispettino prassi di buona governance, in particolare per quanto riguarda strutture di gestione solide, relazioni con il personale, remunerazione del personale e rispetto degli obblighi fiscali.

 

Di seguito si delineano le principali novità contenute nella regolamentazione europea di prossima applicazione.

 

* * *

 

1.    Ambito di applicazione soggettivo

 

Al ricorrere di determinate condizioni, sono destinatarie degli obblighi previsti nel Regolamento – in qualità di “partecipanti ai mercati finanziari” ovvero di “consulenti finanziari” – le imprese del settore assicurativo (imprese di assicurazione e intermediari assicurativi[3]), bancario e finanziario (imprese di investimento e banche) pensionistico (enti pensionistici aziendali o professionali, creatori di prodotti pensionistici e fornitori di prodotti pensionistici individuali paneuropei) nonché della gestione del risparmio (GEFIA[4], società di gestione di OICVM, EUVECA ed EUSEF[5]).

 

 

Partecipanti ai mercati finanziari

Consulenti finanziari

Imprese di assicurazione

√   

(se rendono disponibile un prodotto di investimento assicurativo)

√   

(se forniscono consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP)

Intermediari assicurativi

NO

√   

(se forniscono consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP)

Imprese di investimento e banche

√   

(se forniscono servizi di gestione di portafoglio)

√   

(se forniscono consulenza in materia di investimenti)

Enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP) / Creatori di prodotti pensionistici / Fornitori di prodotti pensionistici individuali paneuropei (PEPP)

√   

NO

GEFIA / Società di gestione di OICVM

√   

√   

(se forniscono consulenza in materia di investimenti)

EUVECA / EUSEF

√   

NO

 

2.    Obblighi informativi per i soggetti destinatari

 

Gli obblighi di trasparenza informativa previsti dal Regolamento vengono declinati in base alla classificazione di ciascun intermediario.

 

 

Attività richiesta

Partecipanti ai mercati finanziari

Consulenti finanziari

Politiche in materia di rischio di sostenibilità (art. 3)

Pubblicare sul sito web la politica sull’integrazione dei rischi di sostenibilità[6]

√   

√   

Effetti negativi per la sostenibilità (art. 4)

Pubblicare sul sito web la dichiarazione concernente gli effetti negativi delle decisioni d’investimento sui fattori di sostenibilità[7]

√   

√   

Integrazione dei rischi di sostenibilità (artt. 5 e 6)

Integrare le politiche di remunerazione con informazioni di coerenza con l’integrazione dei rischi di sostenibilità (oltre a pubblicazione su sito web)4

Integrare nell’informativa precontrattuale[8] la descrizione dei rischi di sostenibilità

√   

√   

Effetti negativi per la sostenibilità a livello di prodotto (art. 7)

Integrare nell’informativa precontrattuale la spiegazione dei principali effetti negativi sui fattori di sostenibilità di un prodotto finanziario

√   

NO

Promozione delle caratteristiche ambientali o sociali (artt. 8, 10 e 11)[9]

Integrare l’informativa precontrattuale e le relazioni periodiche (oltre a pubblicazione su sito web)4 con le caratteristiche ambientali o sociali promosse dal prodotto finanziario

√   

NO

Investimenti sostenibili (artt. 9, 10 e 11)

Integrare l’informativa precontrattuale e le relazioni periodiche (oltre a pubblicazione su sito web)4 con gli obiettivi di investimento sostenibile del prodotto finanziario

√   

NO

 

Gli operatori dovranno fare sì che le loro comunicazioni di marketing non contraddicano le informazioni comunicate a norma del Regolamento.

 

3.    Autorità competenti

 

Le autorità competenti controlleranno il rispetto da parte dei partecipanti al mercato e dei consulenti finanziari dei requisiti imposti dal Regolamento, disponendo di tutti i poteri di vigilanza e di indagine necessari per l’esercizio delle loro funzioni.

 


 

[1] Fermo restando che il Regolamento richiede la pubblicazione di norme tecniche di regolamentazione (RTS) da parte delle Autorità di vigilanza europee (EBA, ESMA ed EIOPA) con scadenze dilazionate nel tempo. Sul punto, la Commissione europea ha già chiarito che l’applicazione del Regolamento non è subordinata all’adozione formale e all’entrata in vigore o all’applicazione degli RTS, in quanto vengono già stabiliti i principi generali dell’informativa relativa alla sostenibilità. Il Regolamento sulla Tassonomia prevede invece un’applicazione dal 1° gennaio 2022.

[2] Inteso quale evento o condizione di tipo ambientale, sociale o di governance (ESG) che, se si verifica, potrebbe provocare un significativo impatto negativo effettivo o potenziale sul valore dell’investimento. I fattori di sostenibilità sono le problematiche ambientali, sociali e concernenti il personale, il rispetto dei diritti umani e le questioni relative alla lotta alla corruzione attiva e passiva.

[3] Salva diversa decisione dello Stato membro, il Regolamento non si applica agli intermediari assicurativi che forniscono consulenza in materia di assicurazioni riguardo agli IBIP né alle imprese di investimento che forniscono consulenza in materia di investimenti e che sono imprese a tutti gli effetti, a prescindere dalla loro forma giuridica, comprese le persone fisiche o i lavoratori autonomi, a condizione che occupino meno di tre persone.

[4] Gestori di fondi di investimento alternativi (FIA).

[5] Gestori di fondi per il venture capital e gestori di fondi qualificati per l’imprenditoria sociale.

[6] È previsto anche il riesame delle informazioni pubblicate (art. 12 del Regolamento).

[7] Poiché il quadro normativo necessita di essere integrato dalle previsioni di dettaglio degli RTS, potrebbe essere consentito, in attesa dell’adozione di tali RTS, un rinvio dell’adempimento dell’obbligo informativo in questione o almeno un approccio graduale.

[8] L’art. 6(3) del Regolamento prevede per ciascun operatore le specifiche modalità di comunicazione delle informazioni.

[9] L’art. 11(2) del Regolamento prevede per ciascun operatore le specifiche modalità di comunicazione delle informazioni.