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SMART WORKING E GLI ELEMENTI DELL’ACCORDO INDIVIDUALE

  • Italy
  • Employment law - HR E-Brief

13-11-2017

La legge 22 maggio 2017, n. 81 si pone l’obiettivo di promuovere il lavoro c.d. agile (o smart working), con lo scopo di incrementare la produttività e agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Il lavoro agile non è una nuova tipologia contrattuale, bensì costituisce una mera modalità di esecuzione del rapporto di lavoro, stabilita con accordo tra le parti, che dunque non fa venire meno la subordinazione.
Ne deriva che il cd. patto di lavoro agile non sostituisce il contratto di lavoro, ma piuttosto è un accordo che può essere sottoscritto sia a contratto di lavoro in corso sia in fase di istituzione del rapporto.

In base a quanto previsto dalla legge, la prestazione è eseguita anche con forme di organizzazione per fasi, cicli, obiettivi, e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, e con il possibile uso di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. Inoltre, la prestazione lavorativa è svolta in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, ma comunque nei limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Vi è infine un’altra caratteristica: la mancanza di una postazione fissa destinata al lavoratore nei periodi in cui quest’ultimo dovrà svolgere la prestazione all’esterno dei locali aziendali.

Dalla definizione fornita dalla normativa, emergono, dunque, alcune differenze rispetto al telelavoro, il quale prevede che l’attività venga svolta completamente in un luogo esterno all’azienda, da una postazione fissa; inoltre, nel telelavoro, è necessario (e non solo possibile) l’utilizzo di un computer o un altro dispositivo collegato con il sistema informativo aziendale.

La legge richiede che l’accordo di smart working sia stipulato per iscritto ai fini della regolarità amministrativa e della prova, e che disciplini puntualmente: (i) le modalità di esecuzione della prestazione resa fuori dai locali aziendali, anche con riferimento alle forme di esercizio del potere direttivo del datore di lavoro e agli strumenti utilizzati dal lavoratore; (ii) le fasce orarie di rispetto dei tempi di riposo del lavoratore, stabilendo anche quali sono le misure tecniche e organizzative necessarie che verranno utilizzate per assicurare la disconnessione del lavoratore dalle strumentazioni tecnologiche; (iii) le modalità di esercizio del potere di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa dal lavoratore; (iv) le condotte, connesse all’esecuzione della prestazione al di fuori dei locali aziendali, che danno luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari.

In merito agli strumenti utilizzati dal lavoratore, l’accordo potrà, ad esempio, porre a carico del datore di lavoro l’obbligo di adottare le misure idonee a garantire la protezione dei dati che verranno utilizzati o elaborati dal lavoratore, o potrà imporre espressamente al lavoratore il dovere di custodia degli strumenti informatici.

La legge richiede che l’accordo sia sottoscritto con il singolo lavoratore; tuttavia, non esclude la possibilità che anche i contratti collettivi possano regolamentare questa modalità di esecuzione della prestazione, come del resto avvenuto già prima dell’entrata in vigore della recente legge. Ovviamente, le disposizioni collettive, non solo future ma anche quelle pregresse, non potranno essere contrarie alla legge e comunque non potranno sostituire l’accordo individuale con il lavoratore, che dovrà esprimere il proprio consenso per iscritto.

La legge inoltre prevede che l’accordo individuale sul lavoro agile, con tutte le successive modificazioni, dovrà essere comunicato al Centro per l’impiego.
Infine, si riconosce al lavoratore che svolge la prestazione in regime di lavoro agile il diritto a un trattamento economico e normativo non inferiore a quello applicato, in attuazione dei contratti collettivi, nei confronti dei lavoratori che svolgono le stesse mansioni in azienda.

“Di seguito il link per consultare la newsletter di AIDP: http://www.aidp.it/gruppo/lombardia-varie.php