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22-05-2014

Gli obblighi derivanti dal Regolamento EMIR


Il Regolamento EMIR

Il Regolamento EMIR (European Market Infrastructure Regulation) – Regolamento UE del 4 luglio 2012 n. 648 in materia di contratti derivati over the counter, controparti centrali e trade repositories – introduce specifiche previsioni e obblighi volti a fornire una risposta alla percepita mancanza di trasparenza sui mercati delle operazioni in derivati ed alle carenze strutturali e normative evidenziate, tra gli altri, dal default di Lehman Brothers.

Le principali tematiche disciplinate dal Regolamento EMIR sono:

- l’obbligo di compensazione (cd. clearing) tramite controparti centrali a tal fine debitamente autorizzate (CCP);

- le tecniche di mitigazione del rischio per i contratti derivati over the counter non oggetto di clearing tramite CCP;

- l’obbligo di reporting sia dei contratti derivati negoziati su mercati regolamentati, sia dei contratti derivati negoziati over the counter a soggetti appositamente autorizzati (cd. trade repositories).

Di seguito la tempistica connessa all’entrata in vigore di ciascun obbligo:

Tipologia di obbligo

Tempistica per l’entrata in vigore

Obbligo di clearing

secondo semestre 2014 (indicativamente)

Obbligo di reporting

In vigore (dal 12 febbraio 2014)

Obbligo di risk mitigation

In vigore (dal 15 settembre 2013)

Ambito di applicazione

Gli obblighi di cui al Regolamento EMIR trovano applicazione nei confronti sia delle controparti finanziarie (CF) sia nei confronti delle controparti non finanziarie (CNF). Rientrano nella prima categoria, inter alia, le banche, le imprese di investimento, le imprese di assicurazione, i fondi comuni di investimento armonizzati e le società di gestione di questi e i fondi di investimento alternativi.

Sono, invece, CNF i soggetti stabiliti nell’Unione Europea che non si qualifichino quali CF.
La distinzione di cui sopra tra CF e CNF rileva in termini di estensione degli obblighi imposti (e.g. le CNF sono soggette agli obblighi di clearing esclusivamente in determinate circostanze, quando, cioè, “sopra soglia”).

L’EMIR prevede, inoltre, al ricorrere di determinate condizioni, l’estensione dell’ambito di applicazione della normativa alla negoziazione dei derivati effettuata con entità aventi la propria sede al di fuori dell'UE.

I contratti derivati over the counter interessati dalla nuova normativa, sono quelli di cui all’allegato I, sezione C, punti da 4 a 10, della direttiva 2004/39/CE (cd. Direttiva MiFID). Per quanto riguarda determinate categorie di contratti derivati (e.g. FX forward e derivati su merci physically settled) l’applicabilità del Regolamento EMIR è oggetto di discussione tra l’ESMA e la Commissione Europea.

L’obbligo di clearing

L’obbligo di clearing di cui all’articolo 4 del Regolamento EMIR consiste nel procedere alla compensazione delle posizioni assunte rispetto ad un contratto derivato presso una CCP. L’obbligo in questione, che entrerà in vigore, indicativamente, a partire dal secondo semestre del 2014, si applicherà (i) sia con riferimento alle CF; (ii) sia con riferimento alle CNF laddove la media delle posizioni assunte, in forma aggregata, rispetto a contratti derivati (che non siano qualificabili come operazioni di hedging alla stregua dei criteri enucleati nella regolamentazione attuativa del Regolamento EMIR) eccedano determinate soglie per un periodo di almeno 30 giorni: in tal caso, la CNF di riferimento si qualificherà come “CNF+”.

In particolare, dovranno essere oggetto di clearing i contratti conclusi tra: (i) le CF; (ii) una CF ed una CNF+; (iii) le CNF+; e (iv) una CF o una CNF+ ed un’entità non-UE che, secondo un principio di equivalenza, sarebbe soggetta all’obbligo di compensazione laddove questa avesse sede in uno Stato UE.

Con riferimento alle CNF, gli obblighi di clearing diverranno applicabili al superamento delle seguenti soglie, da calcolarsi, come sopra illustrato, sulla media del valore nozionale lordo delle posizioni di riferimento per un periodo di 30 giorni:

Tipologia di contratto

Soglia

OTC credit derivatives

1 miliardo

OTC equity derivatives

1 miliardo

OTC interest rate derivatives

3 miliardi

OTC foreign exchange derivatives

3 miliardi

OTC commodity derivatives e altre tipologie di contratti derivati OTC

3 miliardi


L’obbligo di reporting

Gli obblighi di reporting sono richiamati all’articolo 9 del Regolamento EMIR e consistono nella segnalazione alle trade repositories di dati relativi a ciascuna controparte dell’operazione (cd. counterparty data) e all’operazione in sé (cd. common data).

Come noto, l’obbligo di reporting è entrato in vigore lo scorso 12 febbraio 2014.

E’ necessario valutare la portata degli obblighi in questione sulla base dei seguenti termini:

contratti conclusi dopo il 12 febbraio 2014: segnalazione da effettuarsi entro il giorno lavorativo immediatamente successivo;

contratti conclusi dopo il 16 agosto 2012 e outstanding alla data del 12 febbraio 2014: la segnalazione avrebbe dovuto essere stata effettuata entro il 12 febbraio 2014;

contratti conclusi prima del 16 agosto e outstanding alla data del 12 febbraio 2014: segnalazione da effettuarsi entro 90 giorni a partire dal 12 febbraio 2014;

contratti conclusi prima del 16 agosto 2012 e non più in essere alla data del 12 febbraio 2014: segnalazione da effettuarsi entro 3 anni a partire dal 12 febbraio 2014;

contratti conclusi e non più outstanding alla data del 16 agosto 2012: nessun obbligo di segnalazione.

L’obbligo di risk mitigation

Il Regolamento EMIR prescrive specifiche procedure di mitigazione del rischio (risk mitigation) ed accordi relativi alla gestione dei rischi operativi nonché di credito con riferimento ai contratti derivati negoziati over the counter.

Tali procedure sono volte ad assicurare che le controparti pongano in essere procedure adeguate quanto al monitoraggio delle rispettive posizioni ed alla gestione dei rischi connessi alle operazioni effettuate e trovano applicazione in maniera differente a seconda della tipologia di controparte.

Nell’ambito delle tecniche di risk mitigation si collocano gli obblighi di portfolio reconciliation e dispute resolution, nonché gli obblighi di timely confirmation e relativi alla provvista di collateral per le operazioni non soggette a obblighi di clearing.

Per portfolio reconciliation si intendono le procedure consistenti nella sincronizzazione, con cadenza prefissata, dei portafogli di operazioni in derivati al fine di identificare immediatamente eventuali discrepanze. Per dispute resolution, invece, si intende l’obbligo per le parti di concordare procedure dettagliate per l’identificazione, il monitoraggio e la registrazione delle controversie vertenti sul riconoscimento o sul valore del contratto in questione e per la risoluzione di controversie di durata superiore ai cinque giorni lavorativi.

Sanzioni

L’eventuale violazione degli obblighi imposti dal Regolamento EMIR e dalla relativa normativa di attuazione comporta l’applicazione di specifiche sanzioni (fino ad Euro 250,000), come disposto dal nuovo articolo 193-quater del Testo Unico della Finanza.

Le sanzioni in oggetto saranno irrogate per competenza dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, nonché estese agli organi di controllo in caso di mancata vigilanza.

Eversheds Bianchini è in grado di fornirvi assistenza con riferimento alle tematiche sopra illustrate in un’ottica di adempimento agli obblighi in questione.



 

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