Global menu

Our global pages

Close

Il COVID-19: misure straordinarie di sostegno economico e compatibilità con le norme in materia di aiuti di Stato

  • Italy
  • General

19-03-2020

Indice

  1. Introduzione

  2. Deroghe al PSC: manovre finanziarie eccezionali per gestire l’emergenza coronavirus

  3. Deroghe alle norme in tema di aiuti di Stato: nuovo pacchetto di misure della Commissione UE

  4. Deroghe alle norme in tema di aiuti di Stato: nuovo pacchetto di misure della Commissione UE

 

1.               Introduzione

1. La Commissione europea ha pubblicamente riconosciuto come il COVID-19 (noto anche come “Coronavirus”), da una parte, sia una grave emergenza sanitaria per i cittadini dell’Unione europea (“UE”) e, dall’altra, come esso allo stesso tempo possa produrre un grave shock economico[1] in tutta l’UE.

2. La Commissione si è fatta per l’effetto promotrice di una risposta immediata al fine di attenuare l'impatto socioeconomico del COVID-19. In primo luogo, è stato infatti chiarito che la pandemia COVID-19 possa essere qualificata come "evento inconsueto al di fuori del controllo del governo" secondo quanto previsto dal Patto di stabilità e crescita (“PSC”): ciò permetterà agli Stati membri di prevedere spese eccezionali per la gestione dell’emergenza, le quali – come si vedrà infra - non verranno conteggiate ai fini dell’applicazione della procedura per disavanzi eccessivi di cui al PSC.

3. In secondo luogo, la Commissione ha ritenuto che la principale risposta economica al coronavirus dovrà provenire dai bilanci nazionali degli Stati membri, ricordando che le norme UE in materia di aiuti di Stato consentono ai Paesi membri di agire in modo rapido ed efficace per sostenere le imprese che incontreranno difficoltà economiche a causa del COVID-19. Sul punto peraltro è stato annunciato che sono in fase di pubblicazione le nuove guidelines per le autorizzazioni di aiuti erogati a causa di COVID-19 ex art. 107, par. 3, lett. b) del TFUE.

4. Con riferimento al contesto italiano, come noto, la crisi epidemiologica da virus COVID-19 ha indotto il Governo Italiano, con i noti DPCM dell’8 marzo, del 9 marzo e da ultimo quello dell’11 marzo, a limitare la circolazione di persone all’interno del territorio nazionale e ad imporre la chiusura di determinate attività commerciali al fine di limitare il contagio. Alla luce di tale nuovo contesto fattuale e normativo, lo stesso Governo ha dovuto varare una serie di misure economiche, contenute nel Decreto legge del 17 marzo 2020 n. 18 (c.d. Decreto “cura Italia”) pubblicato in pari data in Gazzetta Ufficiale, volte ad introdurre misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

5. Ciò precisato, il presente contributo intende chiarire al suo par. 2 quale siano le deroghe di cui al PSC che permetteranno agli Stati membri – come l’Italia – di adottare misure economiche di sostegno ai cittadini ed imprese in crisi, nonostante i restrittivi parametri di contenimento della spesa pubblica di cui al PSC. Al par. 3, per un verso, verrà invece spiegato l’approccio che la Commissione europea ha intenzione di tenere nel contesto dell’attuale crisi economica ai fini dell’autorizzazione di misure di aiuto che verranno di volta in volta notificate dagli Stati membri, e, per l’altro, verrà contestualizzato il nuovo pacchetto di misure che la Commissione è in procinto di adottare ex art. 107, par. 3, lett. b) del TFUE. Da ultimo, il par. 4 esaminerà sinteticamente alcune misure economiche varate dal Governo italiano e come esse potranno essere considerate misure compatibili ai sensi della normativa UE sugli aiuti di Stato.

  1. 2.               Deroghe al PSC: manovre finanziarie eccezionali per gestire l’emergenza coronavirus

6. La Commissione europea, con lettera del 7 marzo firmata dal suo vicepresidente Valdis Dombrovskis e dal Commissario della DG ECOFIN Paolo Gentiloni, non ha sollevato eccezioni alla comunicazione di sforamento dei conti da parte dell’Italia rispetto ai parametri comunicati nel contesto di valutazione annuale dei valori di cui al PSC. Lo sforamento dalle previsioni di bilancio sarebbe conseguenza diretta delle misure economiche contenute nel Decreto “cura Italia” adottate per il sostentamento e il rilancio dell’economia a causa delle misure restrittive entrate in vigore con i DPCM pubblicati tra l’8 e l’11 marzo 2020[2] con cui, oltre ad essere stata limitata la circolazione delle persone fisiche sul territorio nazionale, è stata imposta inter alia la chiusura definitiva fino al 25 marzo delle attività al dettaglio, di ristorazione, quelle inerenti ai servizi alla persone e la sospensione delle attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione.

7. Come noto, il PSC è definito da una cornice normativa che comprende due distinti regolamenti: (i) il regolamento (CE) 1466/97 relativo al rafforzamento della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri; (ii) il regolamento (CE) 1467/97 relativo all’accelerazione delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi. In base al PSC, gli Stati membri che hanno adottato l'euro devono continuare a rispettare una serie di parametri: un deficit pubblico non superiore al 3% del PIL e un debito pubblico al di sotto del 60% del PIL. Il regolamento (CE) 1467/97 fissa - in caso di sforamento rispetto ai citati parametri - delle sanzioni che sono composte da una parte fissa pari allo 0,2% del PIL del Paese inadempiente e da una parte variabile pari ad un decimo della differenza tra il disavanzo espresso in percentuale del PIL nell’anno precedente ed il 3% del valore di riferimento del PIL[3]; nondimeno, è consentito superare tali tetti massimi rispetto al PIL, senza incorrere in sanzioni, solo in “circostanze eccezionali e temporanee”. Il superamento di tali valori è considerato eccezionale e temporaneo “qualora sia determinato da un evento inconsueto non soggetto al controllo dello Stato membro interessato ed abbia rilevanti ripercussioni sulla situazione finanziaria della pubblica amministrazione oppure nel caso sia determinato da una grave recessione economica”.

8. Ebbene, la lettera del 7 marzo di cui sopra riconosce che il pacchetto di misure varate dal Governo italiano verrà conteggiato come spesa una tantumesclusa da calcolo del bilancio strutturale”. Sul punto, sempre la stessa Commissione europea con comunicato stampa del 13 marzo ha confermato che il COVID-19 rientra tra gli “unusual events outside the control of government” di cu al regolamento (CE) 1467/97.

9. Alla luce di quanto riportato, l’Italia in principio potrà rivedere i propri obiettivi di deficit quantomeno dal 2,2% al 2,5%. In aggiunta, i due commissari di fatto hanno dato il loro placet all’Italia per un ulteriore sforamento: «[l]’obiettivo potrebbe ancora cambiare, in particolare in merito all'impatto macroeconomico».

  1. 3.               Deroghe alle norme in tema di aiuti di Stato: nuovo pacchetto di misure della Commissione UE

10. Una volta chiarito che le misure italiane di sostegno all’economia potranno essere erogate senza violazione alcuna del PSC, va tuttavia considerato che alcune di esse dovranno comunque ottenere un’autorizzazione preventiva della Commissione europea ai sensi della normativa in materia di aiuti di Stato, il cui quadro giuridico costituisce la seconda fase di scrutinio di manovre nazionali di sostegno all’economia nella misura in cui queste abbiano carattere ‘selettivo’. Infatti, come noto, l'art. 107, par. 1 del TFUE precisa i presupposti affinché un intervento statale possa costituire un ‘aiuto’: (i) misura concessa dallo Stato ovvero mediante risorse statali; (ii) esistenza di un vantaggio a favore di talune imprese o produzioni (c.d. “selettività”); (iii) esistenza di un impatto sulla concorrenza; (iv) idoneità ad incidere sugli scambi tra gli Stati membri. Gli interventi che presentano queste quattro caratteristiche sono qualificabili come aiuti di Stato, indipendentemente dalla loro forma[4]. Se una misura nazionale è qualificata come aiuto ex art. 107, par. 1 del TFUE, essa è incompatibile con il mercato interno ed è quindi vietata. Esistono comunque deroghe contenute inter alia nell’art. 107, par. 2 e 3, TFUE (su cui si dirà infra). Va peraltro osservato che l’art. 108 co. 3, TFUE impone agli Stati membri un obbligo di notifica preventiva alla Commissione per autorizzare le misure di aiuto. Se l’aiuto viene erogato senza autorizzazione (c.d. aiuto ‘illegale’), lo Stato è obbligato poi – su ordine della Commissione - a recuperarlo  dall’impresa beneficiaria.

11. Ebbene, la Commissione anzitutto col citato comunicato stampa del 13 marzo, poi con comunicazione pubblicata in pari data[5], ha chiarito che, nell’attuale contesto, le norme in materia di aiuti di Stato consentono ai Paesi membri di adottare misure quali sussidi salariali, sospensione dei pagamenti delle imposte sulle società e sul valore aggiunto o contributi sociali. Inoltre, gli Stati membri possono concedere un sostegno finanziario direttamente ai consumatori per servizi cancellati o biglietti che non sono stato rimborsati dagli operatori interessati.

12. Con riferimento specifico al sostegno delle imprese, in primo luogo, l'art. 107, par. 2, lett. b), TFUE, che dichiara compatibili gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali, consentirebbe agli Stati membri di risarcire le società per i danni direttamente causati da eventi eccezionali, comprese misure in settori quali il trasporto aereo e turismo.

13. Sul punto va osservato che lo scorso 12 marzo la Commissione europea ha autorizzato un regime di aiuti notificato dalla Danimarca pari a € 12 milioni per risarcire gli organizzatori per i danni subiti a causa della cancellazione di eventi di grandi dimensioni con oltre 1.000 partecipanti a causa dell'epidemia COVID-19[6].

14. Peraltro, il Commissario della DG COMP Margrethe Vestager ha rilasciato il 17 marzo un’ulteriore dichiarazione in materia di aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati da eventi eccezionali, chiarendo come, per ridurre al minimo i licenziamenti e i danni permanenti al settore aereo europeo, la Commissione è pronta ad autorizzare risarcimenti “alle compagnie aeree a norma dell'art. 107, par. 2, lettera b), del TFUE per i danni subiti a causa dell'epidemia di COVID19, anche se negli ultimi dieci anni esse hanno ricevuto aiuti per il salvataggio. In altri termini, non si applica il principio una tantum” di cui al par. 71 degli Orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà ex art. 107 par. 3 lett. c)[7]. Sempre in relazione agli aiuti ex art. 107, par. 2, lett. b), TFUE, la Commissione ha altresì pubblicato una linea guida per gli Stati membri che notificheranno misure ricorrendo a tale base giuridica, in cui viene enfatizzata: (i) la necessità di dimostrare il nesso causale tra il COVID-19 e il danno subito dalle imprese danneggiate; (ii) garantire la proporzionalità della misura che deve essere volta solo a risarcire le imprese e non deve costituire per contro una fonte di guadagno indebito; (iii) ai beneficiari viene infine richiesta la nomina di esperti indipendenti per il computo delle perdite subite.

15. In secondo luogo, il press release del 13 marzo ha spiegato come le iniezioni di liquidità ad imprese in crisi o a rischio di bancarotta a causa della pandemia potrebbero essere autorizzate ai sensi dell'art. 107, par. 3 lett. c)[8].

16. In terzo luogo, la Commissione ha specificato che allo stato attuale l'impatto dell'epidemia COVID-19 in Italia è di natura tale che consentirebbe l'utilizzo dell’art. 107, par. 3, lett. b), TFUE che dichiara compatibili misure di sostegno nazionali atte a porre rimedio “a un grave turbamento dell'economia di uno Stato membro”. In tal senso ha altresì annunciato che è in fase di pubblicazione un apposito quadro giuridico ai sensi dell'art. 107, par. 3, lett. b), del TFUE, per guidare gli Stati nelle loro procedure di notifica. Un’operazione similare è stata effettuata in passato durante la crisi finanziaria del 2008, nel contesto della quale la Commissione adottò un quadro temporaneo nel 2009[9].

17. In quarto luogo, la Commissione chiarisce che le misure di sostegno possono essere integrate da misure che sono esenti dagli obblighi notifica come quelle contemplate dal Regolamento generale di esenzione per categoria[10].

18. Successivamente, in data 17 marzo, nelle more della pubblicazione dei nuovi orientamenti ex art. 107 par. 3 lett. b), il Commissario della DG COMP Margrethe Vestager, ha avuto cura di annunciare che nel frattempo la Commissione ha inviato per consultazione agli Stati membri la bozza di proposta del nuovo quadro di riferimento temporaneo in materia di aiuti di Stato.

19. È stato anticipato inoltre che con riferimento agli aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette o di agevolazioni fiscali, gli Stati membri potrebbero istituire regimi di aiuti in base ai quali concedere fino a € 500.000 per impresa per far fronte al fabbisogno urgente di liquidità. Con riferimento agli aiuti sotto forma di garanzie agevolate sui prestiti bancari, gli Stati membri potrebbero concedere garanzie statali o istituire regimi di garanzia a sostegno dei prestiti bancari contratti dalle imprese. Tali garanzie e regimi beneficerebbero di premi agevolati caratterizzati da una riduzione rispetto al tasso di mercato stimato per i premi annuali applicati alle garanzie nuove a favore delle imprese, indipendentemente dal fatto che queste siano PMI. Con riferimento agli aiuti sotto forma di tassi d'interesse agevolati, gli Stati membri potrebbero autorizzare prestiti pubblici e privati alle imprese con tassi d'interesse agevolati. Tali prestiti devono essere concessi a un tasso d'interesse che sia almeno pari al tasso di base applicabile al 1 gennaio 2020 maggiorato del premio per il rischio di credito corrispondente al profilo di rischio del beneficiario, prevedendo tassi diversi per le PMI e le altre imprese. Il tasso di base è fisso in modo da assicurare, nell'attuale contesto instabile, una maggiore certezza in merito alle condizioni di finanziamento.

20. Da ultimo, nella sua dichiarazione, il Commissario ha enfatizzato il ruolo del settore bancario per far fronte alle conseguenze economiche dell'epidemia di COVID-19. Il quadro di riferimento temporaneo chiarirebbe che se gli Stati membri decidono di veicolare gli aiuti all'economia reale tramite le banche, si tratterà di aiuti diretti a favore dei clienti delle banche e non di aiuti alle banche. Il quadro fornirà inoltre orientamenti su come garantire che l'aiuto venga trasferito (c.d. “pass-on”), nella massima misura possibile, ai beneficiari finali sotto forma di maggiori volumi di finanziamento, portafogli più rischiosi, minori requisiti in materia di garanzie, premi di garanzia più bassi o tassi di interesse più bassi.

21. Infine, gli aiuti a norma del quadro di riferimento temporaneo saranno ammissibili solo per le imprese che si sono trovate in situazione di difficoltà dopo il 31 dicembre 2019. Tale condizione garantirebbe che il quadro di riferimento temporaneo non venga utilizzato per forme di sostegno pubblico non correlate all'epidemia di COVID-19.

  1. 4.               Misure di sostegno economico del Governo italiano: decreto “cura Italia”

22. Il Decreto “cura Italia” prevede aiuti per i medici, lavoratori, famiglie e imprese. In particolare, per sostenere il Sistema sanitario nazionale, ma anche il tessuto economico e le famiglie, sono stati attivati € 350 miliardi, di cui 3,5 miliardi alla sanità e 10 per il lavoro.

23. Qui di seguito verranno elencate le principali misure contenute del decreto, che saranno oggetto di notifica alla Commissione in quanto selettive e non applicabili alla generalità delle imprese, e che per l’effetto sono sospensivamente condizionate al clearing della DG COMP.

24. L’art. 56 rubricato “Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID-19” prevede al suo primo comma che suddetta misura rientra tra gli eventi eccezionali e di grave turbamento dell’economia, ai sensi dell’arti. 107, par. 3 lett. b) del TFUE. Ciò precisato, al suo co. 2 viene previsto che, al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di COVID-19, le imprese[11] possono avvalersi inter alia delle seguenti misure di sostegno finanziario: (i) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni; (ii) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, il pagamento delle rate o dei canni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti.

L’impresa deve autocertificare di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

25. Su richiesta del soggetto finanziatore con indicazione dell’importo massimo garantito, le operazioni oggetto delle misure di sostegno di cui al comma 2 sono ammesse alla garanzia di un’apposita Sezione speciale del Fondo di cui all’art. 2, comma 100, lett. a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662[12]. Il Fondo di garanzia, verificata la legittimità della richiesta, provvede a liquidare in favore della banca, entro 90 giorni, un anticipo pari al 50% del minor importo tra la quota massima garantita dalla Sezione speciale e il 33% della perdita finale stimata a carico del Fondo. Il soggetto creditore beneficiario della garanzia può richiedere, entro 180 giorni dall’esaurimento delle procedure esecutive, la liquidazione del residuo importo dovuto a titolo di escussione della garanzia del Fondo. Entro trenta giorni dalla data di ricevimento della documentata richiesta di escussione il Fondo di garanzia provvede alla corresponsione dell'importo spettante ai soggetti beneficiari della garanzia. Il comma 11 specifica come l’operatività della garanzia è soggetta all’autorizzazione preventiva della Commissione europea in conformità all’art. 107 del TFUE.

26. L’art. 79 rubricato “Misure urgenti per il trasporto aereo” chiarisce invece che ai fini di tale articolo l’epidemia da COVID-19 è considerata come calamità naturale ed evento eccezionale, ai sensi dell’art. 107, co. 2, lett. b), del TFUE conformemente peraltro a quanto dichiarato dalla Commissione (v. supra). In particolare, alle imprese titolari di licenza di trasporto aereo di passeggeri rilasciata dall’Enac che, alla data di emanazione del D.L., esercitano oneri di servizio pubblico, sono riconosciute misure a compensazione dei danni subiti come conseguenza diretta dell’evento eccezionale. Con successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico verranno stabilite le modalità di applicazione della presente disposizione. L’efficacia di tale disposizione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell’articolo 108, par. 3, TFUE.

27. L’art. 79 al suo co. 3 dispone inoltre la nazionalizzazione di Alitalia autorizzando la costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle Finanze ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta. Del resto sarebbe praticamente stato impossibile, che entro il 18 marzo (data di scadenza del bando indetto ai fini dell’acquisto della compagnia), si manifestassero pretendenti per acquistare in toto o in parte l’azienda.

28. Infine, il comma 7 stabilisce che, per l’attuazione dell’articolo in questione, è istituito un fondo con dotazione di € 500 milioni per l’anno 2020.

29. In ultimo, vale la pena osservare come l’art. 88 rubricato “Rimborso dei contratti di soggiorno e risoluzione dei contratti di acquisto di biglietti per spettacoli, musei e altri luoghi della cultura” preveda che le disposizioni di cui all'articolo 28 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9[13] si applichino anche ai contratti di soggiorno per i quali si sia verificata l’impossibilità sopravvenuta della prestazione a seguito dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto legge 23 febbraio 2020 n.6. Il comma 2 dell’art. 88 prevede altresì che a seguito dell'adozione delle misure di cui all'art. 2, co. l, lett. b) e d) del DPCM dell’8 marzo 2020, ai sensi dell'articolo 1463 del codice civile, ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione anche ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura. I soggetti acquirenti dovranno presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del D.L., apposita istanza di rimborso al venditore, allegando il titolo di acquisto. Il venditore, entro trenta giorni dalla presentazione della istanza, dovrà provvedere all'emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall'emissione. Le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 si applicano fino alla data di efficacia delle misure previste dal DPCM dell’8 marzo 2020.

30. Sorprendentemente tale articolo, come il resto del decreto “cura Italia”, non prevede alcuna misura a favore del settore turismo (in particolare l’alberghiero) e dello spettacolo per il rimborso di perdite dovute da cancellazioni a causa COVID-19; di contro esso sembra penalizzare tali settori imponendo il rimborso ai cittadini delle prenotazioni o degli acquisiti non andati a buon fine.

31. Si auspica che misure simili a quelle adottate per il comparto aereo vengano prossimamente adottate anche a tutela di tali settori duramente colpiti dall’emergenza COVID-19 e che siano incluse pertanto nei prossimi decreti legge potendo ricorrere (come chiarito sopra) il Governo italiano, ai fini dell’autorizzazione della misura di aiuto da parte della Commissione UE, alla base giuridica offerta dall’art. 107, par. 2, lett. b) del TFUE. 


 


 

[1]  La Commissione stima infatti che il COVID-19 ridurrà la crescita del PIL reale nell’UE e nell’euro area nel 2020 di 2,5 punti percentuali rispetto a una situazione in cui non ci sarebbe stata pandemia. Dato che la crescita del PIL reale era prevista all'1,4% per l'UE nel 2020, ciò implicherebbe che potrebbe scendere a poco più dell'1% del PIL nel 2020.

 

[2] Cfr. ad es. il DPCM del 10 marzo che ha stabilito la chiusura definitiva fino al 25 marzo delle attività al dettaglio, di ristorazione, inerenti ai servizi alla persone, e la sospensione delle attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione (cfr. art. 1); sul punto si veda anche il Protocollo sulle misure per il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro che imporranno alle aziende inter alia attività di sanificazione dei locali, turnazione, gestione delle modalità di accesso dei fornitori esterni, gestione degli spazi comuni e gestione entrata e uscita dei dipendenti.

[3]  Uno Stato membro con ad esempio un deficit del 4% - ossia dell’1% oltre il valore di riferimento - dovrà pagare il primo anno una cauzione del 0,3% del PIL, cioè lo 0,2% in quanto elemento fisso più lo 0,1% in quanto elemento variabile; la sanzione non potrà comunque essere superiore al massimale dello 0,5% del PIL.

[4] Ad es. sovvenzione, prestito a tasso agevolato, garanzia contro un corrispettivo non di mercato, vendita di beni, locazione di immobili o acquisizione di servizi a condizioni preferenziali per le imprese, riduzioni fiscali, partecipazioni al capitale di imprese a condizioni che non sarebbero accettate da un buon investitore privato operante in normali condizioni di mercato.

[5] Cfr. Communication from the Commission to the European Parliament, the European Council, the Council, the European Central Bank, the European Investment Bank and the Eurogroup, “Coordinated economic response to the covid-19 outbreak”, 13.3.2020 COM(2020) 112 final; cfr. anche il suo Allegato n. 1.

[6] Cfr. State Aid SA.56685 (2020/N) – DK – Compensation scheme for cancellation of events related to COVID-19.

[7] Comunicazione della Commissione in materia di “Orientamenti sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà” (2014/C 249/01).

[8] Si tratta di aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche. Per una corretta interpretazione dell’articolo in questione, si vedano gli “Orientamenti della Commissione sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese non finanziarie in difficoltà”, cit..

[9] Cfr. “Temporary Community framework for State aid measures to support access to finance in the current financial and economic crisis”, OJ C16, 22.1.2009, p.1.

[10] Regolamento n. 651/2014 del 17 giugno 2014.

[11] Le microimprese e le piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003, aventi sede in Italia.

[12] La garanzia della sezione speciale ha natura sussidiaria ed è concessa a titolo gratuito. La garanzia copre i pagamenti contrattualmente previsti per interessi e capitale dei maggiori utilizzi delle linee di credito e dei prestiti, delle rate o dei canoni di leasing sospesi e degli altri finanziamenti prorogati di cui al comma 6. Per ciascuna operazione ammessa alla garanzia viene accantonato, a copertura del rischio, un importo non inferiore al 6 % dell’importo garantito a valere sulla dotazione della sezione speciale.

[13] Tale disposizione prevede che ai sensi dell'articolo 1463 del codice civile, ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione ai contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre stipulati con chi inter alia risultava positivo al coronavirus o da chi proveniva da zone rosse come definite dal D.L. del 23 febbraio 2020, n. 6.

Disclaimer

This information is for guidance purposes only and should not be regarded as a substitute for taking legal advice. Please refer to the full terms and conditions on our website.

< Go back

Print Friendly and PDF
Register to receive regular updates via email.