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DECRETO CURA ITALIA E DIRITTO SOCIETARIO:PROFILI DI INTERESSE IN TEMA DI APPROVAZIONE BILANCI

  • Italy
  • General

20-03-2020

Lo scorso 17 marzo 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale – Edizione Straordinaria – il D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (“Decreto Cura Italia”), recante “misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”.

A tal riguardo, il presente documento si prefigge di analizzare le diverse misure introdotte dal succitato decreto – con riferimento agli organi assembleari delle società – per fronteggiare la situazione emergenziale conseguente alla diffusione del COVID-19 (c.d. “coronavirus”).

Va immediatamente segnalato al lettore che le norme stabilite dal Decreto Cura Italia si applicano alle assemblee convocate entro il 31 luglio 2020 o entro la data, qualora successiva, fino alla quale resterà vigente uno stato emergenziale legato al rischio sanitario conseguente alla diffusione del COVID-19.

 

1)        Disposizioni in tema di società quotate

L’articolo 106, comma 4, del Decreto Cura Italia consente alle società quotate di far ricorso al “rappresentante designato” ex articolo 135-undecies del D. Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (“TUF”) sulla base del quale, e fatto salvo quanto differentemente previsto dallo statuto sociale, le società quotate nominano – per ciascuna assemblea – un soggetto al quale i soci possono conferire delega con istruzioni di voto su tutti – o alcuni – degli argomenti posti all’ordine del giorno – al fine di esercitare il diritto di voto nelle assemblee ordinarie e/o straordinarie, anche per il caso in cui lo statuto prevedesse disposizioni differenti.

È, inoltre, stabilito che tali società possano prevedere, nell’avviso di convocazione, che l’intervento in assemblea vada posto in essere esclusivamente mediante detto rappresentante al quale possono essere conferite deleghe (ovvero sub-deleghe) in conformità al dettato di cui all’articolo 135-novies del TUF, in deroga all’articolo 135-undecies, comma 4.

Va, infine, sottolineato che, in conformità al dettato di cui all’articolo 106, comma 5 del Decreto Cura Italia, le suddette disposizioni possono applicarsi anche alle società (i) ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione; e (ii) con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante.

 

2)        Differimento dei termini per l’approvazione del bilancio annuale di esercizio e svolgimento delle assemblee di approvazione

L’articolo 106 del Decreto Cura Italia ha introdotto disposizioni che permettono alle società di:

(a)      convocare l’assemblea ordinaria entro un termine temporale più ampio derogando le disposizioni previste dal codice civile;

(b)      di agevolare lo svolgimento e la partecipazione all’assemblea ordinaria al fine di rispettare quanto previsto nelle disposizioni finalizzate alla riduzione del rischio di contagio.

A tal proposito, infatti, e con riferimento a quanto previsto sub. (a) che precede, il suddetto articolo 106, comma 1, derogando le norme – ed i limiti in esse contenuti – attualmente previste dal codice civile, permette a tutte le società di convocare l’assemblea di approvazione del bilancio entro il termine di 180 (centottanta) giorni dal giorno di chiusura dell’esercizio sociale.

Con riferimento a quanto esplicitato sub. (b) che precede, va, invece, segnalato che l’articolo 106, comma 2, del suddetto decreto, permette alle S.p.A. (società per azioni), alle S.A.p.A. (società in accomandita per azioni), alle S.r.l. (società a responsabilità limitata), alle Soc. Coop. (società cooperative) e alle mutue assicuratrici di:

  • intervenire in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione, anche in deroga a quanto previsto dallo statuto/norme di funzionamento; e
  • esprimere il diritto di voto in assemblea mediante mezzi elettronici ovvero per corrispondenza (ovvero, per le S.r.l., mediante consultazione scritta o con consenso espresso per iscritto).

Infine, la norma precisa che non è necessario che il presidente ed il segretario o il notaio si trovino nello stesso luogo.

 

3)        Disposizioni in tema di banche popolari e banche di credito cooperativo

Infine, e data la situazione emergenziale, il Decreto Cura Italia prevede – all’articolo 106, comma 6 – che, anche le banche popolari, le banche di credito cooperativo, le società cooperative e le mutue assicuratrici, in deroga a quanto previsto (i) all’articolo 150-bis, comma 2-bis del Testo Unico Bancario (D. Lgs. 1° settembre 1993, n. 385), secondo cui lo statuto delle banche popolari determina il numero massimo di deleghe conferibili ad un socio e comunque in numero non inferiore a 10 (dieci) e non superiore a 20 (venti), (ii) all’articolo 135-duodecies del TUF; (iii) all’articolo 2539, comma 1, codice civile; e (iv) nelle previsioni statutarie in tema di limiti al numero massimo di deleghe conferibili ad uno stesso soggetto, possono designare per le assemblee un rappresentante designato ex articolo 135-undecies del TUF, esulando inoltre l’applicazione del comma 5 dello stesso articolo 135-undecies. Giova ricordare, a tal proposito, che, il termine per il conferimento della delega è fissato al secondo giorno precedente la data di prima convocazione dell’assemblea.

 

 

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