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NORMATIVA: DECRETO C.D. “MILLEPROROGHE” E APPALTI PUBBLICI

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02-02-2021

A seguito dell’entrata in vigore del D.l. n. 183 del 31.12.2020 risultano apportate le seguenti proroghe in materia di appalti pubblici (v. art. 13):

 -   E’ prorogata fino al 31 dicembre 2021 la facoltà per le stazioni appaltanti di incrementare fino al 30% l’importo dell’anticipazione del prezzo ex art. 35 co. 18 del d.lgs. 50/ 2016 (Codice Appalti). Il comma 1 dell’art. 207 del d.l. n. 34 del 19.5.2020 prevede infatti che “In relazione alle procedure disciplinate dal decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, i cui bandi o avvisi, con i quali si indice una gara, sono già stati pubblicati alla data di entrata in vigore del presente decreto, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, siano già stati inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi, ma non siano scaduti i relativi termini, e in ogni caso per le procedure disciplinate dal medesimo decreto legislativo avviate a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino alla data del 31 dicembre 2021, l'importo dell'anticipazione prevista dall'articolo 35, comma 18, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, può essere incrementato fino al 30 per cento, nei limiti e compatibilmente con le risorse annuali stanziate per ogni singolo intervento a disposizione della stazione appaltante”.

-   E’ prorogata per tutto il 2021 la previsione di cui all’articolo 1 co. 4 del D.L. n. 32 del 18.04.2019 che consente ai soggetti attuatori di opere per le quali deve essere realizzata la progettazione di avviare le relative procedure di affidamento anche in caso di disponibilità di finanziamenti limitati alle sole attività di progettazione. Le opere la cui progettazione è stata realizzata ai sensi del periodo precedente sono considerate prioritariamente ai fini dell'assegnazione dei finanziamenti per la loro realizzazione.

 -   E’ prorogata per tutto il 2021 la previsione di cui all’articolo 1 co. 6 del D.L. n. 32 del 18.04.2019 che consente di affidare i contratti di lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, ad esclusione degli interventi di manutenzione straordinaria che prevedono il rinnovo o la sostituzione di parti strutturali delle opere o di impianti, nel rispetto delle procedure di scelta del contraente previste dal Codice Appalti sulla base del progetto definitivo costituito almeno da una relazione generale, dall'elenco dei prezzi unitari delle lavorazioni previste, dal computo metrico-estimativo, dal piano di sicurezza e di coordinamento con l'individuazione analitica dei costi della sicurezza da non assoggettare a ribasso. L'esecuzione dei predetti lavori può prescindere dall'avvenuta redazione e approvazione del progetto esecutivo.

-   E’ prorogata fino al 30 giugno 2021 la quota massima per il subappalto del 40 per cento dell'importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture.

- E’ prevista la sospensione fino al 31 dicembre 2021:

1)  dell’obbligo di cui all’ art. 105 comma 6 del Codice Appalti di indicare la terna di subappaltatori in sede di offerta, qualora gli appalti di lavori, servizi e forniture siano di importo pari o superiore alle soglie di cui all'articolo 35 o, indipendentemente dall'importo a base di gara, riguardino le attività maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa

2)   dell’obbligo di cui all’ articolo 174, co. 2, terzo periodo del Codice Appalti di indicare la terna di subappaltatori per le concessioni di lavori, servizi e forniture per i quali non sia necessaria una particolare specializzazione e per le concessioni di lavori, servizi e forniture per i quali risulti possibile reperire sul mercato una terna di nominativi di subappaltatori da indicare, atteso l'elevato numero di operatori che svolgono dette prestazioni,

3)   delle verifiche ex art. 80 del Codice Appalti in sede di gara riferite al subappaltatore.

 

GIURISPRUDENZA:

SULL’OBBLIGO DI SUDDIVIDERE L’APPALTO IN LOTTI - CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III, 28.12.2020 N. 8440

Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 8440 del 28.12.2020 ha confermato che non si rinviene né nella normativa nazionale né nella direttiva 24/2014/UE l’obbligo di suddividere l’appalto in lotti e di dimensionare i lotti in modo da garantire la partecipazione alle PMI. La stazione appaltante può motivatamente decidere di bandire una gara unica, ovvero provvedere al suo frazionamento ove ciò sia maggiormente rispondente all’interesse pubblico. Ciò che viene richiesto è il rispetto del solo obbligo di motivazione in ordine alla scelta effettuata.

In sintesi:

“- la suddivisione in lotti non è obbligatoria; è incentivata dalla direttiva per consentire l’accesso al mercato delle PMI, ma le amministrazioni aggiudicatrici possono derogarvi sulla scorta di una congrua motivazione ed una ragionevole ed equilibrata ponderazione degli interessi in gioco;

-  in caso di frazionamento le amministrazioni aggiudicatrici non sono tenute a dimensionare i lotti a misura delle PMI; il considerando 78 e l’art. 46 della direttiva riconoscono alle stazioni appaltanti la libertà di decidere l’oggetto e la dimensione dei lotti; il considerando 78, infine, prevede esemplificativamente ipotesi nelle quali è giustificata la mancata ripartizione in lotti;

-  tale principio si applica, analogicamente, anche ai casi in cui, per le caratteristiche intrinseche dell’appalto ed, in particolare, per la sua complessità, non è concretamente ipotizzabile un frazionamento in lotti tale da consentire la partecipazione in via autonoma (senza cioè ricorrere a RTI ovvero al subappalto) delle PMI.”

 

PRASSI – ANAC

CHIARIMENTI DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI SUGLI OBBLIGHI DI PUBBLICITÀ RELATIVI ALLE PROCEDURE NEGOZIATE SOTTO SOGLIA AI SENSI DEL DECRETO SEMPLIFICAZIONI 

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con nota prot. n. 523 del 13.1.2021 ha fornito alcuni chiarimenti sugli obblighi di pubblicità e sulle modalità di espletamento delle procedure negoziate di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), del d.l. 76/2020.

 Anzitutto il Ministero ha chiarito che le stazioni appaltanti devono dare evidenza sia dell’avvio delle suddette procedure negoziate, sia dei risultati della procedura di affidamento. Solo l’avviso relativo ai risultati della procedura conterrà anche l’indicazione dei soggetti invitati.

Sono poi previsti ulteriori obblighi di pubblicità a seconda che gli operatori siano individuati in base ad indagini di mercato o tramite elenchi di operatori economici.

Nella prima ipotesi l’Amministrazione deve pubblicare sul proprio sito istituzionale l’avviso relativo all’avvio dell’indagine di mercato, nel secondo caso, invece, si deve dare immediata evidenza dell’avvio della procedura negoziata mediante la pubblicazione sul proprio sito istituzionale di uno specifico avviso recante l’indicazione anche dei riferimenti

dell’elenco da cui le imprese sono state scelte e nel contempo consentire nuove iscrizioni a detto elenco. Le stazioni appaltanti devono provvedere all’aggiornamento degli elenchi di operatori economici preesistenti all’entrata in vigore del decreto legge n. 76 del 2020 nel rispetto delle forme di pubblicità di cui alle linee guida ANAC n. 4.

Quanto invece alle modalità di espletamento delle procedure in oggetto nel chiarimento del Ministero si legge che le procedure negoziate si articoleranno in due fasi: 

1) una prima fase di scelta, da parte delle stazioni appaltanti, degli operatori da invitare al confronto competitivo mediante lo svolgimento di indagini di mercato (preordinate a conoscere gli operatori interessati a partecipare alle procedure di selezione per lo specifico affidamento) oppure previa consultazione di elenchi di operatori economici;

2) una seconda fase, che vede il confronto competitivo tra gli operatori economici selezionati e invitati e che si conclude con la scelta dell’affidatario.”

Infine il Ministero ha precisato che gli operatori economici potranno partecipare alle procedure negoziate, rispondere alle indagini di mercato e chiedere l’iscrizione negli elenchi tenuti dalle stazioni appaltanti anche in forma di R.T.I.

 

ANAC. AL VIA LA CONSULTAZIONE PUBBLICA SUL BANDO TIPO RECANTE IL DISCIPLINARE DI GARA PER PROCEDURE SVOLTE INTERAMENTE CON SISTEMI INFORMATICI 

In attuazione degli articoli 71 e 213, comma 2, del d.lgs. 50/2016 l’ANAC ha predisposto lo schema di bando tipo, recante il disciplinare di gara per procedure di acquisto di servizi e forniture, svolte mediante strumenti telematici, di importo pari o superiore alla soglia di rilevanza comunitaria, da aggiudicarsi in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa secondo il miglior rapporto qualità/prezzo. Ad oggi il documento è in consultazione ed è possibile presentare contributi sino al prossimo 15 marzo.

Di particolare interesse è la clausola sul subappalto. Come si legge nella nota illustrativa dell’ ANAC la formulazione della clausola contenuta nello schema del Disciplinare tiene conto dei rilievi formulati dalla Corte di Giustizia e dalla Commissione europea alla disciplina nazionale in materia di subappalto e di fatto contempla la disapplicazione di quest’ultima, richiedendo alla stazione appaltante di indicare la percentuale subappaltabile non in astratto, ma in riferimento a ciascun servizio e/o fornitura, specificandone le ragioni.

Si segnala inoltre che l’art. 20 dello schema di Disciplinare tiene conto del possibile ricorso delle stazioni appaltanti all’istituto dell’inversione procedimentale, la cui  applicazione anche ai settori ordinari è stata prorogata dall’art. 8 comma 7, della legge 120/20 fino al 31 dicembre 2021.


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