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DECRETO LEGGE 25 MARZO 2020 N. 19

  • Italy
  • General

31-03-2020

ULTERIORI (POTENZIALI) LIMITAZIONI ALLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE, INDUSTRIALI E COMMERCIALI

Ancora allo scopo di contrastare la diffusione del virus Covid-19, il Governo, con il decreto legge n. 19/2020 (di seguito D.l. 19), visto l’art. 16 Cost. che consente limitazioni della liberà di circolazione per ragioni sanitarie, ha stabilito i criteri generali e le misure adottabili per evitare la diffusione del COVID-19.

 

Le misure elencate nel D.l. 19 all’art. 1 possono essere adottate per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a 30 giorni, su specifiche parti del territorio nazionale oppure, ove occorra, sulla totalità di esso. E sono reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza, e con possibilità di modulazione in aumento o in diminuzione secondo l’andamento dell’epidemia.

 

Le misure elencate all’art. 1, che coincidono in parte con misure già definite con precedenti DPCM, potranno essere adottate secondo le modalità stabilite dal decreto medesimo e secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente. 

 

Ai sensi dell’art. 2 le misure sono adottate con DPCM su proposta del Ministero della Salute o anche su proposta delle Regioni interessate, nel caso riguardino una o più regioni. Per le misure estese su tutto il territorio nazionale viene sentito il Presidente della Conferenza delle Regioni e province autonome.

 

Tra misure elencate vi è pure la “limitazione o sospensione di altre attività di impresa o professionali, anche ove comportanti l’esercizio di pubbliche funzioni, nonché di lavoro autonomo” (art. 1, comma 2 lett. z).

 

È comunque fatta salva la possibilità di escludere, tra le predette attività che dovessero venire limitate o sospese, i “servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale” (art. 1, comma 2, lett. z).

 

Inoltre, è consentito prevedere ulteriori esclusioni dalle misure di limitazione delle attività economiche eventualmente adottate, mediante “verifica caso per caso affidata a autorità pubbliche specificamente individuate” (art. 1, comma 2, lett. hh).

 

Il Decreto legge prevede poi in via generale che per tutta la durata dell’emergenza possa essere imposto lo svolgimento delle attività non sospese previo “provvedimento del prefetto assunto dopo avere sentito, senza formalità, le parti sociali interessate” (art. 1, comma 3).

 

Di particolare importanza è la previsione che fa salvi gli effetti prodotti e gli atti adottati sulla base dei decreti e ordinanze emanate ai sensi del precedente D.l. n. 6 del 2020 conv. in l. 13 del 2020, ovvero ai sensi dell’art. 32 della l. 833 del 1978, ossia le ordinanze adottate dalle Regioni e dai sindaci. I precedenti DPCM continuano ad applicarsi per come vigenti, mentre le altre misure, quindi anche le ordinanze regionali vigenti alla data del D.l n. 19, continuano ad applicarsi per il limite di 10 giorni dalla entrata in vigore del Decreto medesimo ovvero sino al 5 aprile 2020.

 

Si pensi ad esempio alle misure introdotte dal Presidente della Regione Lombardia con Ordinanza regionale del 21 marzo, successivamente integrata dalle Ordinanze del 22 e 23 marzo, che hanno previsto ulteriori limitazioni, ancora più stringenti rispetto a quelle nazionali, per contrastare la diffusione dell’epidemia. Come comunicato dalla Regione medesima, proprio in virtù dell'art. 2 del D.l. 19, le disposizioni previste nell’ordinanza restano in vigore fino al 5 aprile 2020 (anziché fino al 15 aprile, come inizialmente indicato nell’ordinanza regionale).

 

Resta tuttavia inteso che le Regioni, per sopravvenuto aggravarsi del rischio sanitario verificatosi nel loro territorio o in una parte di esso, possono introdurre misure ulteriormente restrittive tra quelle elencate all’art. 1 del Decreto “esclusivamente  nell'ambito   delle attività di  loro  competenza  e  senza  incisione  delle  attività produttive  e  di  quelle  di  rilevanza  strategica  per  l'economia nazionale” (art. 3 , comma 1, D.l. n. 19).

 

Tali ordinanze, avranno efficacia sino all’adozione di un apposito D.P.C.M. (l’art. 3, comma 1, sul punto stabilisce che le misure in ambito regionale sono adottate “nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2, comma 1 e con efficacia limitata fino a tale momento”) e comunque, si ritiene, non oltre 30 giorni dalla loro adozione, salvo eventuali reiterazioni o modifiche sino al 31 luglio 2020.

 

Con riferimento alle ordinanze comunali contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza sanitaria, invece, il comma 2 dell’art. 3 del D.l. n. 19 stabilisce che “a pena di inefficacia” i Sindaci non possono adottare tali ordinanze “in contrasto con le misure statali, né eccedendo i limiti di oggetto cui al comma 1” (si tratta dei limiti sopra richiamati di adozione di misure “nell’ambito di loro competenza” e “senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l’economica nazionale” posti alle ordinanze regionali).

 

Di seguito si illustrano le modalità previste dal decreto in parola per l’adozione di una misura di contenimento tra quelle elencate all’art. 1 comma 2 del decreto.

 

 

 

 

 

ATTUAZIONE DELLA MISURA DI CONTENIMENTO

 

 

 

 

 

MISURE

 

FASI DEL PROCEDIMENTO / PRESUPPOSTI DI ADOZIONE

 

ESITO DEL PROCEDIMENTO

 

DURATA DELLA MISURA E AMBITO DI APPLICAZIONE

 

SANZIONI E CONTROLLI

 

 

MISURE NAZIONALI

 

 

 

-   Proposta del Ministro della salute o dei presidenti delle regioni interessate (in caso la misura riguardi una o specifiche regioni) o del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome (nel caso la misura riguardi l’intero territorio nazionale)

 

-   Sentiti il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e gli altri ministri competenti per materia, il Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome (nel caso di misura riguardante l’intero territorio nazionale), i presidenti delle regioni interessate (nel caso di misura riguardante una regione o alcune specifiche regioni)

 

-   Sentito il Comitato tecnico scientifico per i profili tecnico-scientifici e le valutazioni di adeguatezza e proporzionalità

 

 

 

Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri

(d.p.c.m.)

 

N.B.=

Il d.p.c.m. è soggetto al controllo preventivo della Corte dei conti con termini dimezzati. Durante la fase di controllo preventivo il d.p.c.m. è provvisoriamente efficace ed esecutivo a norma degli artt. 21-bis, 21-ter, 21-quater L. 241/1990

 

Durata non superiore a 30 giorni reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020 (termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020).

 

Ambito di applicazione nazionale o regionale

 

 

Il mancato rispetto delle misure adottate è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 euro a 3.000 euro. Se il mancato rispetto delle misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo, le sanzioni sono aumentate fino ad un terzo. Non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.

 

Nello specifico caso di violazione della misura di “limitazione o sospensione di ogni attività di impresa” (art. 1, comma 2, lett. z) si applica anche la sanzione amministrativa accessoria di chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. Nella fase di accertamento di tali violazioni, l’autorità può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni (tale durata è scomputata dalla corrispondente sanzione accessoria definitivamente irrogata).

 

Le sanzioni sono irrogate dal Prefetto. Il procedimento volto all’accertamento di tali violazioni è quello previsto dalla legge n. 689/1981 a cui si applica la sospensione dei termini procedimentali di cui all’articolo 103 del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18.

 

In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione

amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

 

Efficacia retroattiva delle disposizioni del decreto che sostituiscono le sanzioni penali con sanzioni amministrative: in tali casi le sanzioni amministrative sono applicate in misura minima ridotta alla metà.

 

MISURE NAZIONALI DI ESTREMA NECESSITÀ E URGENZA

Nei casi di estrema necessità ed urgenza per situazioni sopravvenute;

Ordinanza di carattere contingibile e urgente adottata dal Ministro della salute ex art. 32 l. 833 del 1978.

 

Durata limitata fino all’adozione del d.p.c.m.

 

Ambito di applicazione nazionale o regionale

 

 

 

 

 

MISURE REGIONALI

Specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento nel territorio regionale.

 

Ordinanza del Presidente della giunta regionale

 

N.B. =

Le misure adottate possono riguardare esclusivamente l’ambito di attività di competenza regionale senza incidere sulle attività produttive e di rilevanza strategica per l’economia nazionale.

Durata limitata fino all’adozione del d.p.c.m.

 

Ambito di applicazione

regionale

Si veda quanto indicato per le misure nazionali.

 

N.B. =

Le sanzioni per la violazione delle misure di contenimento sono irrogate dall’autorità che ha disposto tali misure (ovvero il Presidente di regione).

 

 

MISURE COMUNALI DI ESTREMA NECESSITÀ E URGENZA

 

Nei casi di estrema necessità ed urgenza per situazioni sopravvenute.

 

 

Ordinanza di carattere contingibile e urgente del Sindaco del comune interessato

 

N.B. =

Le misure adottate non possono porsi in contrasto con le misure statali e non possono incidere sulle attività produttive e di rilevanza strategica per l’economia nazionale.

 

 

Durata: nel silenzio del decreto è dato ritenere che le misure rimangano efficaci per non più di 30 giorni e comunque non oltre il 31 luglio 2020

 

Ambito di applicazione

comunale

 

 

Si veda quanto indicato per le misure nazionali.

 

 

N.B. =

Le sanzioni per la violazione delle misure di contenimento sono irrogate dall’autorità che ha disposto tali misure (ovvero dal Sindaco).

 

 

 

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