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Decreto agosto: Rivalutazione dei beni d’impresa

  • Italy
  • General

07-09-2020

Background

Il Legislatore ha proposto a più riprese norme speciali di rivalutazione dei beni d'impresa, da ultimo nell’ambito del c.d. “Decreto agosto” (cfr. art. 110 DL 14 agosto 2020, n. 104 2020).
La rivalutazione consiste nella possibilità di rideterminare il valore di determinati beni d’impresa ai fini civilistici e contabili e, a fronte del pagamento di un’imposta sostitutiva, anche ai fini fiscali.
Sono escluse dalla possibilità di effettuare la rivalutazione le società di capitali che adottano gli IAS/IFRS per la redazione del bilancio.

Decreto agosto

Il “Decreto agosto” prevede la possibilità di effettuare, nell’ambito del bilancio chiuso al 31 dicembre 2020, la rivalutazione dei beni d’impresa, lasciando al contribuente l’opportunità di scegliere se dare alla rivalutazione efficacia:

  • esclusivamente civilistica e contabile (in tale ipotesi non sarà dovuta alcuna imposta sostitutiva);
  • anche fiscale (in tale ipotesi sarà dovuta un’imposta sostitutiva nella misura del 3% dei maggiori valori iscritti a bilancio).

Oggetto di rivalutazione possono essere i beni d’impresa (ad eccezione degli immobili alla cui costruzione/scambio è diretta l’attività d’impresa) e le partecipazioni risultanti dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2019.
È importante sottolineare che la rivalutazione può trovare applicazione sia per i beni ammortizzabili che per i beni non ammortizzabili e, soprattutto, che la stessa può riguardare anche singoli beni e non necessariamente tutti quelli facenti parte della stessa categoria omogenea (come imponevano tutti i precedenti provvedimenti di rivalutazione).
La rivalutazione assume rilevanza fiscale a fronte del versamento dell’imposta sostitutiva, da effettuare al massimo in tre rate annuali di pari importo.
In caso di rivalutazione efficace anche ai fini fiscali i maggiori valori iscritti in bilancio rileveranno già a partire dal periodo d’imposta 2021 per:

  • la determinazione delle quote di ammortamento deducibili;
  • la determinazione del plafond delle spese di manutenzione deducibili;
  • la disciplina delle società non operative.

In caso di cessione dei beni oggetto di rivalutazione, i maggiori valori iscritti in bilancio rileveranno invece solo a partire dal periodo d’imposta 2024.
Per le imprese che opteranno per la rilevanza fiscale della rivalutazione, il saldo attivo di rivalutazione dovrà essere accantonato in un’apposita riserva in sospensione d’imposta, che potrà essere affrancata - su libera scelta del contribuente - versando un’ulteriore imposta sostitutiva del 10% (che consentirebbe la sua distribuzione senza determinare un evento imponibile nei confronti della società).

Conclusioni

La disciplina in commento risulta particolarmente attraente sia per coloro che hanno interesse alla rivalutazione solo civilistica e contabile dei beni (in modo da riflettere nel patrimonio netto i valori correnti degli assets, fronteggiando così le possibili perdite dovute alla pandemia in corso), sia per coloro che abbiano interesse anche alla rivalutazione fiscale dei beni, in considerazione (i) dell’aliquota particolarmente contenuta dell’imposta sostitutiva, (ii) del riconoscimento fiscale dei valori rivalutati ai fini della determinazione delle quote di ammortamento già a decorrere dal periodo d’imposta 2021 e (iii) della possibilità di rivalutare singoli beni aziendali senza dover procedere alla rivalutazione per categorie omogenee.

This information is for guidance purposes only and should not be regarded as a substitute for taking legal advice. Please refer to the full terms and conditions on our website.

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