Global menu

Our global pages

Close

E-briefing - La nuova azione di classe – L’adesione dei creditori (3/3)

  • Italy
  • General

27-05-2021

Come anticipato nelle precedenti newsletter, il sistema di adesione previsto dalla nuova disciplina dell’azione di classe continua a basarsi sul meccanismo dell’opt-in, per cui è richiesta un’esplicita manifestazione di consenso del singolo danneggiato ad essere incluso nella classe e a conseguire per questa via il risarcimento del danno patito. Tuttavia il sistema preesistente è stato profondamente rivisto.

  1. 1.     Il “doppio turno” di adesione

Anzitutto il legislatore ha stabilito che l’adesione dei soggetti titolari di diritti individuali omogenei possa avvenire in due diversi momenti:

─     a conclusione della prima fase del procedimento, dopo l’ordinanza che accerta l’ammissibilità dell’azione (art. 840-quinquies, comma 1, c.p.c.), entro il termine perentorio fissato dal tribunale e compreso tra sessanta e centocinquanta giorni dalla data di pubblicazione dell’ordinanza stessa nel portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia;

─     oppure a conclusione della seconda fase del procedimento, dopo la sentenza di accoglimento dell’azione di classe (art. 840-sexies, comma 1, lett. e), con la quale il tribunale dichiara, appunto, aperta la procedura di adesione e fissa un termine perentorio – compreso tra sessanta e centocinquanta giorni dalla data di pubblicazione della sentenza nel portale dei servizi telematici del Ministero della Giustizia – per l’adesione stessa nonché per l’eventuale integrazione di atti da parte di coloro che avevano già aderito nel corso della prima finestra (cd. adesione postuma).

Questo sistema di adesioni “a doppio turno” ha sollevato notevoli perplessità e critiche anche da parte di Confindustria, dettate:

─     dal rischio di un utilizzo strategico dell’azione da parte dei soggetti danneggiati, ai quali converrebbe attendere la conclusione della seconda fase del procedimento e unirsi alla classe solo in caso di pronuncia favorevole, evitando il rischio della soccombenza;

─     dalla conseguente grave situazione di incertezza per l’impresa resistente, perché impossibilitata a effettuare una stima puntuale degli importi che potrebbe essere tenuta a corrispondere a titolo di risarcimento.

Il fine perseguito dal legislatore attraverso l’adozione di tale sistema è, evidentemente, quello di favorire l’adesione ad un’azione di classe che ha già superato un primo filtro di ammissibilità o, addirittura, risulta già fondata nel merito.

In quest’ottica assume rilievo anche la semplificazione e l’informatizzazione delle modalità di adesione. La domanda, infatti, deve essere presentata per via telematica (tramite un’area riservata del portale dei servizi pubblici telematici gestito dal Ministero della Giustizia), utilizzando un modulo conforme al modello approvato dal Ministero della Giustizia e senza la necessità di avvalersi di un difensore. Inoltre, a sostegno della domanda, l’aderente può produrre dichiarazioni di terzi, rilasciate ad un avvocato che attesti l’identità del dichiarante e che sono valutate dal giudice secondo il suo prudente apprezzamento.

  1. 2.     Il rappresentante comune degli aderenti

La domanda di adesione deve necessariamente contenere il conferimento al rappresentante comune degli aderenti – nominato dal tribunale con la sentenza che decide sul merito dell’azione di classe – del potere di rappresentare l’aderente e di compiere, nel suo interesse, tutti gli atti (di natura sostanziale e processuale) relativi al diritto individuale omogeneo esposto nella domanda di adesione.

Il rappresentante comune degli aderenti è scelto tra i soggetti aventi i requisiti per la nomina a curatore fallimentare ed è pubblico ufficiale. Suoi compiti sono curare gli interessi di tutti gli aderenti e svolgere una funzione di carattere preparatorio all’accertamento dei diritti individuali omogenei degli aderenti. In particolare il rappresentante comune:     

─     consente la produzione degli effetti dell’azione di classe nella sfera giuridica di ciascun aderente che, non essendo parte processuale dell’azione, non può compiere atti processuali;

─     svolge un ruolo centrale nella terza fase del procedimento, volta all’accertamento dell’esistenza dei diritti individuali omogenei dei membri della classe che abbiano depositato domanda di adesione all’azione.

Tra le altre importanti funzioni riservate al rappresentante comune vi sono il compito di redigere il piano di riparto, tra gli aderenti, delle somme versate spontaneamente dal resistente in adempimento del decreto di condanna del giudice delegato, il potere di impugnare il predetto decreto, di promuovere l’esecuzione forzata collettiva nell’interesse degli aderenti e di predisporre e negoziare il testo degli accordi transattivi intervenuti dopo la pronuncia di accoglimento dell’azione di classe.

  1. 3.     L’accertamento dei diritti degli aderenti

Scaduto l’ultimo termine per la presentazione delle domande di adesione, prende avvio una fase avente natura “para-concorsuale”, volta all’accertamento dei diritti individuali degli aderenti.

Tale fase è gestita da un giudice delegato, nominato dal tribunale con la sentenza che accoglie l’azione di classe.

Al resistente è assegnato un termine di centoventi giorni per il deposito di una memoria contenente le sue difese in relazione alle domande dei singoli aderenti.

Dopodiché il rappresentante comune degli aderenti predispone e deposita il progetto dei diritti individuali omogenei degli aderenti, prende posizione su ogni domanda di adesione e comunica il progetto agli aderenti e al resistente.

Sia gli aderenti che il resistente possono presentare osservazioni e produrre documentazione rispetto al progetto depositato, sul quale si pronuncerà poi il giudice delegato, emettendo il decreto di accoglimento o di rigetto delle domande di adesione.

Se accoglie la domanda di adesione, il giudice condanna il resistente al pagamento delle somme o cose dovute all’aderente a titolo di risarcimento del danno o di restituzione.

  1. 4.     La condanna del resistente al pagamento dei compensi del rappresentante comune degli aderenti e dell’avvocato del proponente

Con il decreto di accoglimento delle domande di adesione, il giudice delegato condanna il resistente anche al pagamento diretto del compenso del rappresentante comune degli aderenti e del compenso dell’avvocato del proponente.

Il legislatore ha previsto che entrambi i compensi siano determinati in misura percentuale rispetto all’importo complessivo dovuto a tutti gli aderenti: la percentuale massima attribuibile è stabilita dall’art. 840-novies e decresce all’aumentare del numero di coloro che compongono la classe.

Questo meccanismo “premiale” di remunerazione è stato oggetto di aspre critiche da parte del mondo dell’imprenditoria, che vi ha ravvisato un incentivo alla litigiosità, un aggravamento dell’onere dell’impresa resistente e, in ultima analisi, una connotazione punitiva estranea all’ordinamento giuridico italiano.

Peraltro i compensi sopra menzionati vanno ad aggiungersi ai compensi spettanti ai difensori degli aderenti.

 

This information is for guidance purposes only and should not be regarded as a substitute for taking legal advice. Please refer to the full terms and conditions on our website.

< Go back