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EMERGENZA COVID-19 Disposizioni straordinarie in materia di giustizia civile, società, fallimento e altre procedure di insolvenza

  • Italy
  • General

14-04-2020

Aggiornamento: 14 Aprile 2020

 

Il decreto-legge 8 Aprile 2020 n. 23 (Decreto Liquidità), tra le tante misure per contrastare gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria, ha prorogato (art. 36) il periodo di efficacia delle misure per la giustizia civile stabilite dal decreto-legge 17 Marzo 2020 n. 18 (Decreto Cura Italia) e ha introdotto (artt. 5, 6, 7, 8, 9 e 10) nuove disposizioni riguardanti il fallimento, altre procedure concorsuali, ed anche in materia di riduzione del capitale delle società, scioglimento, redazione del bilancio, finanziamenti dei soci, tutte aventi lo scopo di assicurare la continuazione dell’attività d’impresa.

 

Tali misure sono di seguito riassunte.  Quelle per la giustizia civile, precedentemente adottate, sono aggiornate con i nuovi termini di efficacia.

 

1.        Disposizioni per la giustizia civile

 

1.1         Dal 9 Marzo all’11 Maggio 2020:

-      le udienze dei procedimenti civili pendenti presso tutti gli uffici giudiziari sono rinviate d’ufficio a data successiva all’11 Maggio 2020;

-      è sospeso il decorso dei termini per il compimento di qualsiasi atto di tutti i procedimenti civili.  La sospensione opera per tutti i termini processuali.

 

Eccezioni.  Non sono soggette a rinvio e sospensione dei termini (cfr. art. 83 c. 3° lett. a del Decreto Cura Italia) le udienze civili relative a:

-      cause di competenza del tribunale per i minorenni;

-      cause relative ad alimenti o ad obbligazioni alimentari;

-      procedimenti cautelari aventi ad oggetto la tutela di diritti fondamentali della persona;

-      procedimenti per l’adozione di provvedimenti indifferibili in materia di tutela, di amministrazione di sostegno, di interdizione, di inabilitazione;

-      procedimenti relativi alla sospensione dell’esecuzione provvisoria e dell’esecuzione delle sentenze impugnate in pendenza di giudizi di appello e cassazione);

-      tutti i procedimenti la cui ritardata trattazione può produrre grave pregiudizio alle parti. In questo caso, però, l’urgenza deve essere dichiarata dal giudice con un apposito provvedimento.

 

1.2     Per decisione dei singoli uffici giudiziari, le udienze civili non rinviate possono essere svolte con modalità idonee ad assicurare il rispetto delle norme igienico sanitarie fornite dalle Autorità (con lo scambio e il deposito in telematico di note scritte oppure in videoconferenza).

 

1.3     Dal 9 Marzo all’11 Maggio 2020 sono sospesi anche i termini per lo svolgimento di qualunque attività relativa ai procedimenti di mediazione, ai procedimenti di negoziazione assistita e, in generale, a tutti i procedimenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie.

 

La sospensione opera solo quando il procedimento sia stato promosso entro il 9 Marzo 2020 e quando costituisca condizione di procedibilità della domanda giudiziale. 

 

La sospensione opera anche per i termini di durata massima di tali procedimenti.

 

1.4     Per il periodo dal 12 Maggio al 30 Giugno 2020 i singoli uffici giudiziari possono adottare misure organizzative idonee a garantire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dalle autorità al fine di evitare assembramenti e contatti ravvicinati tra le persone all’interno degli uffici giudiziari.

 

Le misure potranno riguardare, da un lato, limitazioni d’accesso del pubblico agli uffici stessi, nonché riduzione dell’orario di apertura al pubblico e in via residuale la loro chiusura ove l’attività prestata non rivesta carattere d’urgenza; dall’altro, regole relative allo svolgimento delle udienze.

 

Quest’ultime misure, in relazione ai procedimenti civili, potranno comportare:

-      l’adozione di linee guida vincolanti per la fissazione e la trattazione delle udienze;

-      lo svolgimento delle udienze a porte chiuse oppure, per le udienze che non richiedono la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti, mediante lo scambio e il deposito in telematico di note scritte oppure in videoconferenza, sempre fatto salvo il rispetto del contraddittorio e l'effettiva partecipazione delle parti;

-      il rinvio delle udienze a data successiva al 30 Giugno 2020 (con le eccezioni dell’art. 83 c. 3° lett. a del Decreto Cura Italia, v. sopra 1.1).

 

1.5     Nel periodo di sospensione (9 Marzo-11 Maggio 2020) e per l’eventuale periodo di sospensione disposto dai singoli uffici giudiziari (12 Maggio-30 Giugno 2020), qualora i provvedimenti adottati dai singoli uffici giudiziari precludano la presentazione della domanda giudiziale, è sospesa la decorrenza dei termini di prescrizione e decadenza dei diritti che possono essere esercitati esclusivamente mediante il compimento delle attività precluse dai provvedimenti medesimi.

 

1.6     Gli uffici giudiziari milanesi, che già avevano adottato provvedimenti di adeguamento alle misure previste dal Decreto Cura Italia, hanno adeguato le proprie disposizioni al Decreto Liquidità; hanno anche emanato disposizioni per lo svolgimento dell’attività giudiziaria successivamente all’11 Maggio 2020.

 

Il Tribunale di Milano ha confermato il rinvio di tutti i processi civili a data successiva all’11 Maggio 2020, fornendo indicazioni sullo svolgimento dell’attività giudiziaria urgente e, successivamente a tale data, anche di quella non urgente.

 

La Corte d’Appello di Milano ha confermato il rinvio di tutti i processi civili (ad eccezione di quelli che rivestono carattere d’urgenza) a data successiva al 31 Maggio 2020 e, per quanto riguarda lo svolgimento delle udienze, ha disposto che, laddove possibile, i presidenti di sezione organizzino lo svolgimento da remoto attraverso sistemi a distanza.

Anche la Corte di Cassazione ha già modificato il proprio precedente provvedimento, disponendo la quasi totale sospensione della trattazione degli affari giudiziari fino al 30 Giugno 2020.  L’attività potrà riprendere prima di tale data, comunque non prima del 12 Maggio 2020, solo per le adunanze camerali da svolgersi con modalità ridotte e prestabilite.

 

La Camera Arbitrale di Milano aveva disposto il rinvio delle udienze e la sospensione dei termini di tutti gli atti dei procedimenti arbitrali, compresi il termine per il deposito del lodo ed ogni altro termine previsto dal proprio regolamento, per il periodo dal 16 Marzo al 15 Aprile 2020. Per il lodo aveva inoltre previsto che, venuta meno la sospensione, il termine residuo per il deposito, se inferiore, fosse esteso a 30 giorni.  E’ prevedibile che la CAM si conformi a quanto previsto dal Decreto Liquidità.

 

1.7     L’art. 103 c. 6° del Decreto Cura Italia aveva già disposto la sospensione fino al 30 Giugno 2020 dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo.

 

2.        Disposizioni in materia di riduzione del capitale, scioglimento, redazione del bilancio, finanziamenti dei soci

 

2.1     L’art. 6 del Decreto Liquidità prevede che, a decorrere dal 9 Aprile e fino al 31 Dicembre 2020 le disposizioni degli articoli del Codice Civile:

-        2446, limitatamente ai commi 2° e 3°, 2447 (s.p.a.),

-        2482-bis, limitatamente ai commi 4°, 5° e 6°, e 2482-ter c.c. (s.r.l.),

che riguardano la riduzione del capitale per perdite e la riduzione del capitale al di sotto del limite legale, non si applicano qualora le fattispecie (che, altrimenti, ne determinerebbero l’applicazione) si siano verificate nel corso degli esercizi chiusi entro il 31 Dicembre 2020.

 

Per il periodo dal 9 Aprile al 31 Dicembre 2020, per le società di capitali e le società cooperative non opera la causa di scioglimento per riduzione o perdita del capitale sociale (artt. 2484 c. 1° e 2545-duodecies c.c.).

 

2.2     Art. 7: nella redazione del bilancio dell’esercizio in corso al 31 Dicembre 2020, la valutazione delle voci nella prospettiva della continuazione dell’attività (art. 2423-bis c.c.) può essere comunque operata dagli amministratori se tale prospettiva risultava sussistente nel bilancio dell’esercizio chiuso in data precedente al 23 Febbraio 2020.  Il criterio di valutazione dovrà essere specificamente illustrato nella nota integrativa. 

 

La disposizione si applica anche ai bilanci chiusi entro il 23 Febbraio 2020 e non ancora approvati.

 

2.3     Art. 8: ai finanziamenti effettuati alle società tra il 9 Aprile e il 31 Dicembre 2020 dai soci e da chi esercita attività di direzione e coordinamento non si applicano gli artt. 2467 e 2497-quinquies c.c. (postergazione).

 

3.        Disposizioni in materia di fallimento e altre procedure d’insolvenza

 

3.1     L’art. 5 del Decreto Liquidità ha differito l’entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza (d.lgs. 12 Gennaio 2019 n. 14) dal 15 Agosto 2020 al 1° Settembre 2021.

 

3.2     In materia di concordato preventivo e accordi di ristrutturazione dei debiti, l’art. 9 del Decreto Liquidità prevede misure diverse a seconda che vi sia stata o meno l’omologazione da parte del Tribunale:

-      per il concordato o l’accordo di ristrutturazione già omologati, il termine per l’adempimento scadente nel periodo tra il 23 Febbraio 2020 e il 31 Dicembre 2021 è automaticamente prorogato di 6 mesi;

-      nei procedimenti per l’omologazione pendenti alla data del 23 Febbraio 2020, il debitore può presentare, fino all’udienza di omologa, un’istanza per la concessione di un termine non superiore a 90 giorni per il deposito di un nuovo piano e di una nuova proposta di concordato o di un nuovo accordo di ristrutturazione. L’istanza è inammissibile se si è già tenuta l’adunanza dei creditori e le maggioranze richieste dalla legge per l’approvazione del concordato non sono state raggiunte.  Il debitore può anche presentare, fino all’udienza di omologa, un’istanza per il differimento fino a 6 mesi del termine di adempimento del concordato o dell’accordo di ristrutturazione;

-      il debitore che ha presentato domanda di concordato c.d. “in bianco” (art. 161 c. 6° L.F.), anche se gli è già stata concessa la proroga del termine per la presentazione della proposta e del piano, può chiedere un’ulteriore proroga di 90 giorni.

 

3.3     In base all’art. 10 del Decreto Liquidità, tutte le istanze di fallimento e per la dichiarazione dello stato di insolvenza ai fini delle procedure di amministrazione straordinaria e di liquidazione coatta amministrativa, presentate tra il 9 Marzo e il 30 Giugno 2020, sono improcedibili.

 

La disposizione non si applica alle istanze presentate dal pubblico ministero contenenti la richiesta di emissione di provvedimenti cautelari a tutela del patrimonio o dell’impresa.

 

Nel caso in cui, dopo la dichiarazione di improcedibilità, sia dichiarato il fallimento, il periodo tra il 9 Marzo e il 30 Giugno 2020 non è computato ai fini del calcolo del termine previsto dall’art. 69-bis L.F. (decadenza dell’azione revocatoria) né ai fini dell’art. 10 L.F. (il termine annuale dalla cessazione dell’esercizio dell’impresa, oltre il quale il fallimento non può essere dichiarato).

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