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Il D.L. n. 118/2021, del 24 agosto 2021, pubblicato nella G.U. n. 202 del 24.08.2021, entrato in vigore il 25.08.2021

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  • General

10-09-2021

 

 

Il D.L. n. 118/2021 introduce una proroga del termine di entrata in vigore delle disposizioni contenute nel Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza (“CCII”), disciplina una nuova procedura di composizione della crisi per l’imprenditore in difficoltà e una procedura di concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, dispone modifiche alle disposizioni della Legge Fallimentare (“L.F.”) riguardanti il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione dei debiti, dispone la proroga di alcuni termini processuali relativi ai procedimenti di dichiarazione di fallimento, di concordato preventivo e di ristrutturazione dei debiti, e prevede ulteriori misure urgenti in materia di organizzazione della giustizia (aumento del ruolo organico del personale di magistratura ordinaria, semplificazione dei procedimenti di indennizzo per la violazione del termine ragionevole del processo e di assegnazione delle risorse del Fondo unico giustizia).

Con specifico riferimento alla materia fallimentare e di crisi dell’impresa, il nuovo decreto legge:

  • all’art. 1, prevede che le disposizioni del CCII entreranno in vigore il 16.05.2022, mentre le disposizioni del Titolo II, Parte Prima del CCII stesso (“Procedure di allerta e di composizione assistita della crisi”) entreranno in vigore il 31.12.2023;
  • agli artt. 2-17, disciplina la nuova procedura di “Composizione negoziata per la soluzione della crisi d'impresa” rivolta all’imprenditore, anche non soggetto alla disciplina del fallimento (c.d. imprese sotto soglia), “commerciale e agricolo che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario che ne rendono probabile la crisi o l'insolvenza”, la quale prevede inter alia:

(i)   la presentazione della domanda di nomina dell’esperto (estratto da un elenco, tenuto dalla camera di commercio, al quale possono iscriversi anche avvocati, dottori commercialisti e revisori contabili e consulenti del lavoro) che agevola le trattative tra debitore, creditori ed altri soggetti eventualmente interessati per il superamento della situazione di difficoltà, tramite la piattaforma  telematica  nazionale, di nuova istituzione, accessibile agli imprenditori iscritti nel registro delle imprese attraverso il sito istituzionale di ciascuna camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

(ii) la possibilità per l’imprenditore di chiedere l’adozione di “misure protettive del patrimonio” per una durata da 30 a 120 giorni, prorogabile su istanza (durata massima di 240 giorni); l’istanza di applicazione delle misure protettive, unitamente all’accettazione dell’esperto, deve essere pubblicata nel registro delle imprese e da tale momento è fatto divieto ai creditori di acquisire diritti di prelazione non concordati con l’imprenditore e di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul suo patrimonio o sui beni e sui diritti con i quali viene esercitata l'attività d'impresa (sono esclusi dalle misure protettive i crediti dei lavoratori);

(iii)  la possibilità per l’imprenditore, su autorizzazione del giudice, di contrarre finanziamenti prededucibili, concessi anche da soci o da società del gruppo, di trasferire l’azienda o un suo ramo (con esclusione della responsabilità per debiti pregressi ex art. 2560, co. 2, c.c., salvo debiti da lavoro dipendente) o di ottenere la rinegoziazione dei contratti continuativi o ad esecuzione differita, se la prestazione è divenuta eccessivamente onerosa per effetto della pandemia da Covid-19;

(iv) il componimento delle trattative con i creditori tramite (a) un contratto stipulato tra l’imprenditore e i creditori che garantisca la continuità aziendale per un periodo non inferiore a due anni, con il quale si ha accesso a misure premiali di natura fiscale, (b) una convenzione di moratoria ex art. 182-octies L.F. o (c) un accordo sottoscritto da imprenditore, creditori ed esperto, che produrrà gli effetti del piano ex art. 67, co. 3, lett. d, L.F., senza necessità dell’attestazione;

(v)  una disciplina specifica per la conduzione delle trattative in caso di gruppo di imprese;

(vi) misure premiali di natura fiscale;

  • agli artt. 18 e 19, introduce l’istituto del concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio, utilizzabile in caso di fallimento delle trattative della Composizione negoziata predetta, che si caratterizza soprattutto per la mancanza di votazione del piano di liquidazione da parte dei creditori, tenuto conto che l’omologazione avviene quando il giudice, “verificata la regolarità del contraddittorio e del procedimento, nonché il rispetto dell'ordine delle cause di prelazione e la fattibilità del piano di liquidazione, rileva che la proposta non arreca pregiudizio ai creditori rispetto all'alternativa della liquidazione fallimentare e comunque assicura un'utilità a ciascun creditore”;
  • all’art. 20, prevede modifiche alle disposizioni che disciplinano le procedure di concordato preventivo e dell’accordo di ristrutturazione dei debiti e introduce alcuni istituti nuovi, come:

(i)   gli “accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa” (art. 182-septies L.F.) la cui disciplina permette, a determinate condizioni, di estendere l’efficacia dell’accordo anche ai creditori che non hanno aderito allo stesso;

(ii)  la “convenzione di moratoria” (art. 182-octies L.F.), con la quale l’imprenditore può negoziare con i creditori la dilazione delle scadenze dei propri debiti, la rinuncia agli atti o la sospensione delle azioni esecutive e conservative e ogni altra misura che non comporti rinuncia al credito da parte dei creditori, con la possibilità, a determinate condizioni, di estendere l’efficacia dell’accordo anche ai creditori che non vi hanno aderito;

(iii)  gli “accordi di ristrutturazione agevolati” (art. 182-novies L.F.), che si caratterizzano per la necessità, ai fini dell’omologazione, del consenso dei creditori rappresentanti solamente il 30% dei crediti, nel caso in cui l’imprenditore rinunci alla moratoria di 120 giorni per i pagamenti e non abbia richiesto la sospensione delle azioni cautelari o esecutive durante le trattative;

  • agli artt. 21, 22 e 23, prevede:

(i) l’estensione al 31.12.2022 della possibilità di rinunciare al procedimento di omologazione del concordato preventivo o dell’accordo di ristrutturazione, per la predisposizione di un piano attestato di risanamento;

(ii)  l’estensione del termine per la presentazione del piano concordatario tra 60 e 120 giorni, prorogabile di altri 60 giorni (art. 161, co. 6 e 10 L.F.), anche in caso di pendenza del procedimento di dichiarazione di fallimento;

(iii)  l’improcedibilità fino al 31.12.2021 dei ricorsi per la risoluzione del concordato preventivo e di quelli per la dichiarazione di fallimento nei confronti dell’imprenditore che ha presentato domanda di concordato preventivo con continuità aziendale ex art. 186-bis L.F. dopo il 1.01.2019;

  • all’art. 27, prevede che gli artt. 2 e 3, co. 6, 7, 8 e 9, e gli artt. 4-19 (“Composizione negoziata per la soluzione della crisi d'impresa” e “Concordato semplificato per la liquidazione del patrimonio”) si applicano a decorrere dal 15.11.2021.

 

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