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Pubblicazione del nuovo regolamento in materia di Opere di Espressione Originale Italiana

  • Italy
  • General

06-05-2021

Lo scorso 8 aprile è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 29 gennaio 2021, n. 47 del Ministro per i beni e le attività culturali e per turismo e del Ministro dello sviluppo economico (il “Decreto”) recante il Regolamento in materia di definizione delle opere audiovisive di espressione originale italiana (anche il “Regolamento”).

Il Regolamento in sintesi

L’articolato del Regolamento è di struttura agile, in quanto si compone di soli sei articoli, ma è comunque un testo complesso, in quanto – tra l’altro – reca numerosi rinvii ad altri provvedimenti oltre a richiami interni.

Tra l’altro, il Regolamento prevede espressamente l’applicabilità di talune definizioni previste dal decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante il Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici (anche “TUSMAR”); dalla Legge 14 novembre 2016, n. 220, recante la disciplina del cinema e dell'audiovisivo (anche “Legge Cinema”); dal Decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo 31 luglio 2017, come successivamente modificato, recante le disposizioni applicative in materia di contributi selettivi di cui all'articolo 26 della Legge Cinema.

Gli articoli di cui si compone il Regolamento individuano, oltre alle definizioni applicabili (art. 1), le ‘tipologie’ di opere all’interno delle quali deve rientrare un’opera europea per essere ritenuta opera di espressione originale italiana (art. 2) e la procedura per il riconoscimento della qualifica di opera di espressione originale italiana (art. 3; di seguito per brevità anche “EOI”).

L’art. 4, prevede che la Direzione Generale Cinema e audiovisivo del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo provveda tempestivamente a inserire le opere di espressione originale italiana in un apposito elenco, da pubblicarsi sul sito web istituzionale della Direzione stessa e chiarisce che l'inserimento di un'opera nell'elenco avrà esclusivamente valore di pubblicità notizia.

Gli artt. 5 e 6 contengono, rispettivamente, la cd. “clausola di invarianza finanziaria” e le “disposizioni finali e transitorie”.

Promozione delle opere italiane ed europee. Il sistema

Come noto, le norme in materia di promozione delle opere italiane ed europee da parte dei fornitori dei servizi di media audiovisivi, rilevanti sul piano nazionale, sono contenute principalmente nel TUSMAR che, nella sua configurazione attuale, prevede che i fornitori di servizi di media audiovisivi (di seguito, per brevità, anche fornitori di “SMAV”), lineari e a richiesta, favoriscano lo sviluppo e la diffusione della produzione audiovisiva europea e indipendente secondo le disposizioni ivi contenute (Titolo VII) e il diritto europeo.

Il TUSMAR (Titolo VII) individua[1]:

  • gli obblighi di programmazione delle opere europee da parte dei fornitori di SMAV lineari;
  • gli obblighi di investimento in opere europee dei fornitori di SMAV lineari;
  • gli obblighi di programmazione e investimento dei fornitori di SMAV a richiesta;
  • le attribuzioni dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in materia;
  • le disposizioni applicative in materia di opere audiovisive di espressione originale italiana.

In particolare, quanto alle EOI, il TUSMAR prevede – tra l’altro – che “con uno o più regolamenti” MiSE – MiBACT siano stabilite: (a) la definizione delle opere audiovisive, ovunque prodotte, di espressione originale italiana, con particolare riferimento a uno o più elementi quali la cultura, la storia, la identità, la creatività, la lingua ovvero i luoghi; (b) le sotto quote riservate alle opere di espressione originale italiana, comunque in misura non inferiore alle percentuali nello stesso individuate.

Allo stato, è evidente come si sia optato per l’adozione di due distinti regolamenti e si attende sia adottato il regolamento che stabilirà gli obblighi di programmazione e investimento in EOI.

Opere di espressione originale italiana. Genesi

Il TUSMAR, nella sua formulazione originaria non individuava alcun riferimento alle opere di espressione originale italiana, ma solo i criteri[2] per l'assegnazione della nazionalità italiana ai prodotti audiovisivi, ai fini degli accordi di coproduzione e di partecipazione in associazione.

Legge 24 dicembre 2007, n. 244

Solo con la Legge 24 dicembre 2007, n. 244 (“Finanziaria 2008”) è stato introdotto il riferimento alle “opere di espressione originale italiana”. Essa ha previsto che dovevano essere individuati, con decreto del Ministro delle comunicazioni e del Ministro per i beni e le attività culturali, i criteri per la qualificazione delle opere di espressione originale italiana e ha stabilito, tra l’altro, che una sotto quota del tempo di diffusione e degli investimenti da riservare a opere europee andasse destinata a opere cinematografiche di espressione originale italiana.

Come si legge nella relazione illustrativa della Finanziaria 2008 (art. 40)[3], le significative modifiche apportate al TUSMAR con tale provvedimento avevano lo scopo di assicurare condizioni di ulteriore promozione alla produzione audiovisiva europea e italiana: la finalità dell’intervento era quella di assicurare un mutamento di strategia nell’industria di produzione italiana, anche cinematografica, introducendo alcune sotto quote per le opere cinematografiche di espressione originale italiana.

Attuazione della direttiva 2007/65/CE

Il TUSMAR, come modificato decreto legislativo del 15 marzo 2010, n. 44 di attuazione della direttiva 2007/65/CE in materia di esercizio delle attività televisive, recava un riferimento ai criteri per la qualificazione delle opere cinematografiche di espressione originale italiana ovunque prodotte.

Decreto MiSE – MiBACT del 2013

Con decreto del Ministro per lo sviluppo economico e del Ministro per i beni e le attività culturali del 22 febbraio 2013, veniva introdotta una definizione di opere cinematografiche di espressione originale italiana. Per EOI dovevano intendersi i film, come definiti nel decreto legislativo 22 gennaio 2004 n.28 (“Vecchia Legge Cinema”), riconosciuti di nazionalità italiana ai sensi dell’appena richiamato decreto, ovunque prodotti, la cui versione originale fosse prevalentemente in italiano o in dialetti italiani. Nel caso di film ambientati, anche in parte, in regioni italiane con minoranze linguistiche ivi residenti (individuate dalla L. 482/1999), o con personaggi provenienti dalle medesime regioni, l’equiparazione delle relative lingue alla lingua italiana si aveva solo in caso di utilizzo di tali lingue strettamente funzionale alla narrazione, individuando come criterio di prevalenza della lingua italiana o dei dialetti italiani nella versione originale dell’opera cinematografica il relativo minutaggio del “parlato” (almeno pari al 50% del complessivo).

Inoltre, era lo stesso decreto MiSE – MiBACT del 22 febbraio 2013 a individuare le quote di riserva relative alla trasmissione delle opere cinematografiche di espressione originale italiana (ivi, art. 2) e le quote di riserva relative alla produzione, al finanziamento, pre-acquisto e acquisto di tali opere (ivi, art. 3).

Riforma del 2017

Con il decreto legislativo 7 dicembre 2017, n. 204, recante la “Riforma delle disposizioni legislative in materia di promozione delle opere europee e italiane da parte dei fornitori di servizi di media audiovisivi, a norma dell'articolo 34 della legge 14 novembre 2016, n. 220”, con il quale è stato sostituito l’intero Titolo VII del TUSMAR, sono stati introdotti riferimenti a opere audiovisive di espressione originale italiana e a opere cinematografiche e audiovisive di finzione, di animazione, documentari originali o altre opere di alto contenuto culturale o scientifico, incluse le edizioni televisive di opere teatrali, di espressione originale italiana.

Fino all’adozione del Regolamento, però, il riconoscimento della qualifica di opera cinematografica di espressione originale italiana, ha avuto luogo ai sensi del decreto MiSE – MiBACT 22 febbraio 2013[4].

Le tipologie di EOI

Ai sensi del Regolamento appena adottato, l'opera audiovisiva di espressione originale italiana è l'opera europea che rientra in almeno una delle quattro “tipologie” ivi individuate (art. 2), ossia: (a) opere in cui la ripresa sonora diretta sia integralmente o in misura pari almeno al 50% in lingua italiana o in dialetti italiani, e – nei casi ivi individuati (art. 2, lett. a) – le lingue delle minoranze linguistiche tutelate dall’ordinamento giuridico italiano sono equiparate all’italiano (cfr. anche art. 5, comma 1, lett. b, Legge Cinema); (b) le opere cinematografiche e le altre opere audiovisive riconosciute di nazionalità italiana, salvo il caso di opere in cui la partecipazione italiana sia eminentemente finanziaria (art. 2, lett. b del Decreto); (c) le opere cinematografiche e le altre opere audiovisive in cui la partecipazione dell'impresa italiana sia prevalentemente finanziaria che siano state riconosciute come coproduzioni ufficiali e (i) realizzate nell'ambito di un accordo tra un'impresa italiana e un'impresa estera che preveda la successiva realizzazione di un'altra opera in coproduzione internazionale o di produzione internazionale, in cui la partecipazione dell'impresa italiana sia maggioritaria rispetto a quella della impresa non italiana e che possieda caratteristiche tecniche, artistiche ed economiche analoghe e comparabili all'opera considerata o (ii) abbiano contenuti di espressione originale italiana, con riferimento a elementi della cultura, della storia, dell'identità, della creatività e dei luoghi, per un punteggio minimo pari a 100 punti in base ai parametri di cui alla tabella 1 allegata al Decreto e, per le sole opere di animazione, alla tabella 2 allo stesso acclusa; (d) le opere diverse dalle opere cinematografiche, televisive e web di finzione, di animazione e dai documentari originali, che abbiano contenuti di espressione originale italiana, per un punteggio minimo di 100 punti in base ai parametri di cui alla tabella 1 del Regolamento.

In proposito, però, sembra lecito interrogarsi – tra l’altro – circa quali possano essere le opere diverse dalle opere cinematografiche, televisive e web di finzione, di animazione e dai documentari originali (quelle videoludiche? Quelle seriali?) nonché in merito alle eventuali conseguenze per il caso di mancata realizzazione dell’opera in coproduzione internazionale o di produzione internazionale “successiva” in cui la partecipazione dell'impresa italiana sia maggioritaria rispetto a quella della impresa non italiana (la revoca del riconoscimento? In che termini? E, in tal caso, quali le conseguenze per i fornitori SMAV in termini di rispetto / mancato rispetto dei propri obblighi per il caso di perdita successiva della qualifica di EOI?). Con riferimento al caso sub (c)(i), ad esempio, non sembra sia previsto che l’accordo tra l’impresa italiana e l’impresa non italiana debba contemplare alcun limite temporale per la realizzazione dell’opera in coproduzione internazionale o di produzione internazionale “successiva” in cui la partecipazione dell'impresa italiana sia maggioritaria.

Conclusioni

Con riferimento alle predette tipologie, da un lato, occorre fare riferimento alle definizioni contenute in altri provvedimenti per interpretarne il contenuto, dall’altro, si pongono alcuni interrogativi rispetto a un buon numero delle espressioni di cui alle Tabelle allegate al Decreto, che individuano i requisiti per il riconoscimento della qualifica di opera di espressione originale italiana di cui alle lettere (c) e (d) che precedono, quali ad esempio : “format originale italiano”; “opera letteraria italiana o comunque da altra opera italiana protetta dalla legge sul diritto d'autore”; “professionisti italiani”; “lavoro di laboratorio”.

Infine, più in generale, per una valutazione complessiva di ulteriori questioni applicative, pare opportuno attendere l’adozione del regolamento con cui saranno individuate le sotto quote da riservare alle EOI.



 

[1]           L’art. 44-septies prevede che le disposizioni del presente Titolo VII del TUSMAR non si applichino ai fornitori di servizi di media audiovisivi operanti in ambito locale.

[2]           Tali criteri sono quelli stabiliti dal decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 13 settembre 1999, n. 457.

[3] Testo DDL 1817 S., http://www.senato.it/leg/15/BGT/Schede/Ddliter/testi/29025_testi.htm.

[4]           In questo senso, si v. i decreti direttoriali del Direttore della DG Cinema contenenti l’elenco delle opere cinematografiche assegnatarie della qualifica di espressione originale italiana, in http://www.cinema.beniculturali.it/Notizie/5387/66/riconoscimento-della-qualifica-di-opera-cinematografica-di-espressione-originale-italiana/.

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